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Popolare di Bergamo: utile netto a 33,9 milioni

Il Consiglio di Amministrazione approva la relazione trimestrale al 31 marzo 2016: positivo il risultato della gestione operativa a 82,6 milioni, determinato da proventi operativi per 193,1 milioni ed oneri operativi per 110,6 milioni.

Il Consiglio di Amministrazione della Banca Popolare di Bergamo Spa, lunedì 9 marzo, ha approvato la situazione patrimoniale ed economica al termine del primo trimestre 2016 che, nonostante il difficile contesto economico, esprime i seguenti importanti risultati: la qualità dell’attività della Banca e la capacità di intrattenere buone relazioni con la clientela hanno consentito nuovamente, confermando il trend registrato nei periodi precedenti, di incrementare nel trimestre il numero di clienti (oltre 1.900) e di conti correnti (oltre 3.600).

E’ stato confermato nuovamente nel trimestre il supporto all’economia delle famiglie e del territorio: pari a 707 milioni le nuove erogazioni di finanziamenti a medio/lungo termine – di cui circa 200 milioni a favore dei privati e più di 500 milioni a favore delle imprese; tra questi ultimi, si segnalano finanziamenti “TLTRO” – Targeted Longer-Term Refinancing Operations – concessi con fondi BCE a oltre 1.000 controparti per complessivi 215 milioni.

Ulteriore supporto ai programmi di investimento delle imprese è stato fornito con finanziamenti strutturali erogati dalla Capogruppo per oltre 113 milioni (+28,8% rispetto al marzo 2015), nuove erogazioni leasing per circa 51 milioni (in linea con il dato 2015) e con turn over factoring per 638,8 milioni. E’ positivo il risultato della gestione operativa a 82,6 milioni, determinato da proventi operativi per 193,1 milioni ed oneri operativi per 110,6 milioni.

Le commissioni nette manifestano un andamento superiore a quanto registrato a fine marzo 2015 e salgono a 92,6 milioni, trainate dalla positiva dinamica delle commissioni da raccolta gestita ed assicurativa e pur risentendo della riduzione delle commissioni da raccolta ordini e su finanziamenti.

Stabilità degli oneri operativi, con risparmi riscontrati nelle spese del personale per 3,5 milioni (- 5,2%) e maggiori costi nelle altre spese amministrative, sulle quali grava in particolare la contribuzione ordinaria al Fondo di Risoluzione Unico Europeo per 3,7 milioni; non considerando tale componente, l’aggregato risulterebbe in calo dello 0,9%.

Utile netto a 33,9 milioni, – comprensivo del contributo al Fondo di Risoluzione Nazionale di cui sopra – rispetto a 43,9 milioni dell’anno precedente.

Rapporto Cost/Income al 57,25% rispetto al 54,86% di fine marzo 2015 che non comprendeva il contributo al Fondo di Risoluzione di circa 3,7 milioni.

Sempre ottimi i livelli degli indicatori sulla qualità del credito: nel corso dei tre mesi sono state effettuate rettifiche nette su crediti per 26,7 milioni (25 milioni a fine marzo 2015); l’attenta gestione da parte della Banca del proprio portafoglio crediti trova riscontro nel costo del credito, attestatosi allo 0,56% (0,53% al termine del primo trimestre 2015).

In crescita il risparmio assicurativo (+ 5,73%) e stabile il risparmio gestito, pur in presenza di un effetto mercato fortemente negativo (indice FTSE Mib -15,4% dall’inizio del 2016); nel periodo si sono registrati flussi netti di risparmio gestito per oltre 260 milioni e nuove sottoscrizioni di “polizze vita” per 295 milioni.

Sempre molto elevati i coefficienti patrimoniali, posizionati a livelli di gran lunga superiori ai requisiti normativi in vigore (calcolati applicando la normativa Basilea 3): alla fine del trimestre il rapporto fra il capitale primario di Classe 1 ed il totale delle attività di rischio ponderate (Common Equity Tier 1) è pari al 17,95%, a conferma della forte solidità patrimoniale della Banca.

Con riferimento agli aggregati patrimoniali, gli impieghi alla clientela si sono posizionati a 18,9 miliardi, in crescita dell’1,1% nel trimestre.

La raccolta totale, al netto del trasferimento di quote di risparmio amministrato su dossier UBI per circa 2,2 miliardi, ammonta a 47,6 miliardi.

Alla fine del trimestre i crediti deteriorati netti, pari a 1,528 miliardi (8,07% dei crediti netti verso la clientela), si sono rivelati in calo rispetto a quanto registrato sul fine anno 2015 (1,539 miliardi con un’incidenza dell’8,21%). Dalla chiusura del bilancio 2015, in osservanza degli aggiornamenti normativi di Banca d’Italia, viene recepita la nuova definizione di “inadempienze probabili”, che include le posizioni precedentemente classificate come incagli e crediti ristrutturati.

Il rapporto sofferenze nette/impieghi netti, attestatosi al 4,51%, risulta tendenzialmente stabile rispetto al dicembre 2015 (4,49%) mantenendosi costantemente al di sotto del dato di sistema (4,60%).

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