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L’Isde propone ai sindaci un registro per monitorare i danni del traffico aereo

Il registro permetterebbe di conoscere e monitorare direttamente, in modo semplice ed economico, lo stato di salute dei propri cittadini attraverso il rilevamento di specifici dati di mortalità.

Venerdì  6 maggio 2016 ad Orio al Serio si è parlato di “Traffico aereo e rischi per la salute”.

Il convegno, organizzato dal Coordinamento dei comitati aeroportuali di Bergamo, Seriate, Orio al Serio, Grassobbio e Bagnatica, patrocinato dal Tavolo dei sindaci dei Comuni più direttamente esposti all’impatto delle attività dell’aeroporto di Orio al Serio (in rappresentanza di oltre 120.000 residenti), ha avuto come relatrice principale la dottoressa Antonella Litta, coordinatrice nazionale del gruppo di studio su “Trasporto aereo come fattore d’inquinamento ambientale e danno alla salute” per l’Associazione italiana medici per l’ambiente – Isde (International Society of Doctors for the Environment), presente ai lavori anche il dottor Sergio Perini della sezione Isde di Brescia che è successivamente intervenuto sulla specifica situazione dell’aeroporto di Montichiari.

Nella sua introduzione il dottor Mario Carsana, in rappresentanza del Coordinamento dei comitati aeroportuali, ha descritto la situazione generata dalle attività dell’aeroporto di Orio al Serio parlando di “enorme numero di movimenti aerei che determina una forte compromissione della qualità della vita, sia perché  ulteriore e rilevante fonte d’inquinamento dell’aria e sia per il continuo rombo degli aerei, che soprattutto nelle fasi di decollo ed atterraggio generano notevole fastidio e impediscono il riposo notturno determinando di fatto una situazione di grande stress psico-fisico che rappresenta una grave e documentata situazione di rischio per la salute umana”.

Nella sua esposizione medica la dottoressa Antonella Litta ha evidenziato come “il trasporto aereo, incrementato dai voli low-cost, per lo più al servizio del cosiddetto “turismo mordi e fuggi”, provoca gravissimi danni al clima per i gas serra e le polveri generate dai combustibili utilizzati per la propulsione degli aerei e come il surriscaldamento climatico e le sue conseguenze (alluvioni, desertificazioni, cicloni sempre più  violenti, recrudescenze di particolari malattie infettive, riduzione della disponibilità di acqua potabile, ndr) abbiano ricadute drammatiche sull’intera umanità ed in particolare sulle popolazioni più  povere del pianeta, quelle che per la stragrande parte non usufruiscono e non possono usufruire del trasporto aereo ma ne subiscono le nocive conseguenze e che vengono spesso costrette a forzate migrazioni sanitarie”.

“Le popolazioni che vivono in prossimità di aeroporti – continua la dottoressa Litta – pagano pertanto in termini di riduzione della qualità della vita, di malattie e cause di morte correlate anche a questa particolare forma d’inquinamento il prezzo più alto di scelte che hanno spesso messo al primo posto solo il profitto di pochi invece che la salute dei cittadini e in particolare quella dei bambini”.

La dottoressa Litta ha anche ricordato i costanti appelli dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e dell’Agenzia Europea per l’Ambiente affinché le istituzioni mettano in atto tutti gli interventi possibili per la protezione della salute dai danni provocati dal trasporto aereo e in particolare per la protezione dell’infanzia, e tra queste raccomandazioni c’e’ il contenimento e la riduzione del traffico aereo e delle sue strutture – che devono essere ubicate lontano da asili-nido e scuole.

Nel corso dell’esposizione la referente dell’Isde ha proposto ai sindaci anche l’istituzione di un Registro epidemiologico comunale che permetterebbe di conoscere e monitorare direttamente, in modo semplice ed economico, lo stato di salute dei propri cittadini attraverso il rilevamento di specifici dati di mortalità e ha sottolineato poi anche l’importanza di acquisire dalla Asl di Bergamo e dalla Regione Lombardia i dati relativi al tasso dei nati con malformazioni, al tasso relativo agli aborti spontanei, al tasso dei nati sottopeso e al tasso di nati pre-termine, al tasso di bambini e ragazzi affetti da malattie dello spettro autistico, in quanto simili situazioni patologiche sono sempre più associate anche all’esposizione cronica durante la gravidanza e l’infanzia ad inquinanti ambientali.

A conclusione dei lavori, Carsana ha chiesto a tutti i rappresentanti istituzionali, e in particolare ai sindaci presenti, un più forte ed incisivo impegno affinché  sia posto un forte limite alle attuali attività aeroportuali sia diurne che notturne dell’aeroporto bergamasco.

A questo appello ha risposto positivamente, anche a nome dei sindaci afferenti al Tavolo, il coordinatore e sindaco di Orio al Serio, Alessandro Coletta. 

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