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New York anni ’70: dal degrado alla rinascita, con la musica a raccontarla

”New York 1973-1977 – Cinque anni che hanno rivoluzionato la musica” scritto dal critico musicale Will Hermes, è il racconto di una città, di un’epoca, di una stagione densissima di nuovi artisti e nuovi suoni destinati a restare nella storia se non, in alcuni casi, nella leggenda della musica popolare. Un libro da leggere ed ascoltare.

La metropolitane delle grandi città sono formate da tante linee che, pur mantenendo ognuna un proprio percorso definito, si possono incrociare, sovrapporre per brevi tratti, allontanarsi e poi riavvicinarsi.

”New York 1973-1977 – Cinque anni che hanno rivoluzionato la musica” scritto dal critico musicale Will Hermes, potrebbe essere rappresentato come la mappa di una grande metropolitana (in questo senso New York è perfetta) che il lettore percorre freneticamente in un viaggio appassionante su e giù per la Grande Mela.

“Love goes to Buidings On Fire” (questo è il titolo originale) è il racconto di una città, di un’epoca, di una stagione densissima di nuovi artisti e nuovi suoni destinati a restare nella storia se non, in alcuni casi, nella leggenda della musica popolare. Un libro da leggere ed ascoltare.

All’inizio del 1973 NYC è una città sull’orlo della bancarotta e le sue strade, degradate e colme di sporcizia, ne sono l’immagine simbolo. La gente è arrabbiata e la speranza di cambiamento non sembra esattamente dietro l’angolo ma, come dice l’autore nelle note di copertina, “sono proprio le condizioni peggiori, talvolta, a produrre la bellezza più intensa e i cambiamenti più radicali”.

Cambiamenti che il libro fa decorrere dal 1° gennaio 1973 (un’ora dopo mezzanotte) per poi proseguire lungo i cinque anni successivi, raccontando le band, i locali, le ascese alla gloria e le discese verso l’autodistruzione. Cambiamenti che non si limitano a raccontare o privilegiare un solo genere musicale ma spaziano, creando l’effetto della metropolitana che tocca rock, folk, jazz, musica latina, musica d’avanguardia, rap, discomusic e world music.

Difficile stilare un elenco dei musicisti perché sono davvero tantissimi, potremmo cavarcela a buon mercato dicendo che nel libro “si trova tutto e ci sono tutti”.

Il principale pregio del libro di Hermes è quello di creare curiosità attraverso un racconto sempre vivace e, probabilmente, nemmeno troppo romanzato, accompagnare il lettore al passaggio successivo, l’atto dovuto dell’ascolto (o del riascolto) del tal artista, del tal album o del tal genere.

Diventare insomma, secondo una bella definizione, un “brioso ghiottone”.

Apriamo una piccola parentesi. Recentemente è stata trasmessa una serie tv, “Vinyl l”, che per molti aspetti ricorda il libro (il quale però, va detto, è datato 2011). Sia la serie tv che il libro rendono omaggio a un personaggio, Hilly Kristal che a New York in quegli anni, creò un leggendario locale il CBGB, dove per la prima volta si esibirono, tra i tanti, Patti Smith, Ramones, Talking Heads, Television,  Blondie.

Il nome del locale era l’acronimo di Country, BlueGrass, Blues a cui se ne aggiunse un altro “OMFUG” che stava per Other Music For Uplifiting Gourmandizers “Altra musica per briosi ghiottoni” (o voraci musicofagi).

Nella musica, allora come oggi, l’approccio giusto è questo: ascoltare e, dove possibile, appassionarsi.

NY7377 può fare la sua parte perché è vero che non sarà come la prima volta che abbiamo ascoltato la canzone che ci ha cambiato la vita o il concerto che aspettavamo da secoli, ma anche un libro può regalare all’appassionato qualche scossa, qualche fremito che lo spinga a diventare un “Uplifting Gourmandizer”, salire su un vagone della metropolitana scendere alla fermata che più incuriosisce, dare un’occhiata, ascoltare e poi ripartire verso la fermata successiva..…

new york

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