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La festa a Bellini e il saluto ai tifosi: Dea, due motivi per battere l’Udinese

Presentare una partita come Atalanta-Udinese di oggi è davvero complicato.

La Dea è ormai salva dalla scorsa gara interna e viene dalla “gitarella” di Napoli. Qualcuno pensa sia stata partita vera? Ma dai, in una gara così importante per i partenopei la prima ammonizione è arrivata dopo oltre un ora e in un’Atalanta notoriamente carica di cartellini gialli due solo ammoniti (Masiello e Djimsiti) di fronte all’attacco più forte del campionato? Marcature lasche (vedere primo gol di Higuain), insomma: è stata l’accademia del calcio. Giusto così, nel senso che l’Atalanta non aveva l’esigenza di giocare alla morte, ma si è verificato quanto io avevo scritto (nessun danno procurato a De Laurentiis).

L’Udinese, dal canto suo, non è ancora matematicamente salva ed ha Carpi e Palermo (che affrontano rispettivamente Lazio e Fiorentina) a 3 punti. E nell’ultima giornata il Carpi farà visita proprio ai bianconeri, mentre il Palermo al Barbera affronterà il già retrocesso Hellas. Pur con tutte le variabili che possono capitare, sinceramente pensare che l’Udinese possa retrocedere mi pare davvero improbabile.

Anche perché credo che, pur volendo salutare il proprio pubblico con una bella prova, gli atalantini giocheranno più per lo spettacolo che per il risultato e si sa che quando due squadre non vogliono farsi del male, beh non se lo fanno.

La gara di commiato dall’Atleti Azzurri per questa stagione, diventa così l’occasione per fare festa (stadio pieno e colorato e oltre 1000 tifosi ospiti al seguito), per lasciarci alle spalle un’altra stagione che, pur con i suoi alti e bassi, ha regalato ai bergamaschi un’altra salvezza e per salutare un giocatore che ha fatto la storia dell’Atalanta. Gianpaolo Bellini infatti a 36 anni appende le scarpette al chiodo dopo 18 anni di prima squadra e 434 partite ufficiali. Sempre e solo con la maglia della Dea.

Non me ne voglia il difensore di Sarnico, ma se devo giudicarlo tecnicamente, pur essendo stato un buon giocatore, non è mai stato un campione. Spesso è stato anche sfortunato da un punto di vista fisico, subendo diversi infortuni. La sua normale statura fisica, invece, diventa gigantesca se parliamo dell’uomo Bellini e qui non ho bisogno di aggiungere altro.

Sono 31 i precedenti in archivio all’Atleti Azzurri tra i nerazzurri e l’Udinese, con un bilancio tutto sommato non troppo squilibrato: 10 vittorie per i bergamaschi, 6 per i friulani e 15 pareggi. L’ultimo di questi ultimi risale allo scorso campionato 2014-’15 e fu uno 0-0 con i nerazzurri che chiusero la gara in 10 per l’espulsione di Carmona.

L’ultima vittoria nerazzurra è datata invece 29 settembre 2013 allorchè alla sesta giornata gli uomini di Colantuono superarono gli avversari con una doppietta del Tanque.

L’ultimo successo friulano a Bergamo è del dicembre 2006 quando Di Natale al 95′ minuto regalò ai suoi il 2-1 finale dopo che la Dea era passata in vantaggio con Tissone ed aveva subito il pareggio di De Martino.

Mister Reja deve ancora rinunciare allo squalificato Gomez. In difesa, dando per certo il forfait di Paletta, al centro dovrebbero giocare Toloi e Djimsiti, mentre le fasce saranno appannaggio di Masiello e Brivio (favorito sull’acciaccato Dramè). A centrocampo conferma del trio De Roon, Cigarini e Kurtic, mentre davanti conferma sulla fascia per D’Alessandro (buone le sue ultime prove) insieme a Diamanti e Borriello. Attenzione ad alcuni possibili inserimenti dell’ultima ora legati a quanto detto in altra parte dell’articolo: potremmo vedere all’opera Gagliardini, Freuler, Bellini (per il saluto finale) e addirittura il terzo portiere Radunovic. Ecco l’undici di partenza: Sportiello, Masiello, Toloi, Djimsiti, Brivio, Cigarini, De Roon, Kurtic, Diamanti, D’Alessandro, Borriello.

In casa friulana lavoro differenziato per Widmer, vittima di un affaticamento muscolare al polpaccio, che lo costringerà a saltare la trasferta. Stessa cosa per Armero colpito purtroppo da un lutto familiare. Sulle corsie di centrocampo saranno schierati Edenilson e Adnan. In difesa mancherà Felipe per squalifica, con Domizzi probabile sostituto del brasiliano. Possibili novità Wague e Hallfredsson. In attacco De Canio punterà su Duvan Zapata dal 1′ minuto a far coppia con Thereau. La formazione iniziale potrebbe essere la seguente: Karnezis, Wague, Danilo, Domizzi, Edenilson, Badu, Kuzmanovic, Hallfredsson, Adnan, Thereau, Zapata.

Nessun ex nelle fila delle due squadre, visto che i due presenti della gara d’andata non militano più nelle rispettive formazioni. Infatti Stefano Colantuono è stato esonerato e sostituito sulla panchina bianconera da De Canio, mentre il Tanque Denis è partito per l’Argentina.

Arbitrerà la sfida un fischietto che non ha certo bisogno di presentazioni, ossia Nicola Rizzoli, quest’anno al centro dell’attenzione per qualche decisione contestata (vedi derby Torino-Juve) ma, a mio parere, sempre una garanzia per competenza e capacità tecnica.

L’ennesimo “scudetto” atalantino è vinto, ma ma prima di pensare alla nuova stagione… che festa sia.

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