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Lettere hot di Bossetti al processo, l’avvocato: “Uno scempio per la sua famiglia”

"Ci voleva più rispetto nei confronti di Bossetti. La sua vita è stata stravolta e, anche qualora venisse assolto, non potrà mai più essere come quella precedente"

“E’ stato fatto scempio di Bossetti e della sua famiglia. Ricordiamoci che ha 3 figli minorenni”. Claudio Salvagni, avvocato di Massimo Bossetti, in carcere da 16 giugno 2014 come presunto omicida di Yara Gambirasio, commenta così la proposta del pubblico ministero Letizia Ruggeri, accolta da giudice Antonella Bertoja, di inserire come materiale del processo le lettere hard con Gina, una detenuta del carcere di Bergamo.

“E’ stata dimenticata la presunzione d’innocenza sancita dalla nostra Costituzione – le parole di Salvagni a Radio Cusano Campus – . Ci voleva molto più rispetto nei confronti di Bossetti. La sua vita è stata stravolta e, anche qualora venisse assolto, non potrà mai più essere come quella precedente. E’ stata stravolta anche la vita di tutta la sua famiglia. Si è voluto mettere l’occhio nel buco della serratura per andare a vedere le abitudini e i comportamenti sessuali di Bossetti che vanno contestualizzati.

Bossetti è un uomo che da due anni è in carcere, è stato 4 mesi in isolamento. Chi scrive e chi parla non conosce la situazione carceraria italiana. Una parola di una persona che ti offre amicizia e complicità, in quella situazione estrema, in molti farebbero fatica a non accoglierla. Purtroppo anche questo fatto è stato strumentalizzato. Questa è l’Italia”.

Come emerso durante una delle ultime udienze del processo a carico del carpentiere di Mapello, Bossetti e Gina hanno iniziato a scriversi nel 2015. Dopo averle lette, il pm Letizia Ruggeri, aveva chiesto che venissero messe agli atti cinque di queste 40 lettere, dal contenuto piuttosto spinto e con chiarissimi riferimenti sessuali. Il presidente della Corte d’Assise, Antonella Bertoja, ha invece stabilito che venga inserita l’intera corrispondenza tra i due.

Le lettere più hot, pubblicate mercoledì 4 maggio dall’ultimo numero del settimanale Giallo, rappresenterebbero dei documenti importanti per l’accusa perché, secondo il pm Ruggeri, rimanderebbero alle ricerche pedopornografiche fatte con il computer di casa Bossetti. I testi di queste cinque lettere, scritte dall’imputato, contengono infatti riferimenti espliciti a “genitali femminili completamente depilati”.

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