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Valli, presidente Aido, ai giovani: “Generosità per dare speranza ai 9.000 in lista d’attesa” video

Il nuovo corso punta sui giovani e sulla comunicazione: "Donare gli organi è far sì che un’altra persona possa vivere grazie a noi e, in un certo senso, continuare a vivere attraverso di essa".

Per scegliere di diventare donatore di organi servono cuore, fegato e tanto, tanto cervello.

Non in senso letterale, ma nel senso di generosità, coraggio e intelligenza: in fin dei conti, donare non costa nulla, ma è pur sempre un atto di estrema carità.

La pensi così anche il nuovo presidente dell’Aido Corrado Valli: 50 anni, di Trescore Balneario, laureato in Economia e Commercio, lavora nel direttivo del Credito Bergamasco, è sposato e padre di due figli.

Iscritto all’Associazione dal 1982, è stato eletto lo scorso 16 aprile nuovo presidente della sezione provinciale Aido: nominato all’unanimità dal Consiglio provinciale, succede a Monica Vescovi.

Idee chiare ed una convinzione: in questi 4 anni (la durata del suo mandato, ndr) ci sarà molto lavoro da sbrigare.

Parole d’ordine? Puntare sui giovani, sulla comunicazione (dalle piazze ‘in carne ed ossa’ gli stand Aido si preparano a invadere quelle virtuali dei social network) e sull’identità dell’associazione.

Un’associazione fortemente radicata sul territorio: nata a Bergamo nel 1971, conta ad oggi oltre un milione di iscritti; 73mila dei quali solo a Bergamo e distribuiti in 150 gruppi comunali (sui 242 comuni che compongono il mosaico della provincia bergamasca, la proporzione è presto fatta).

Un bilancio generale: a livello nazionale sono 1.377 le persone che hanno donati gli organi nel 2015  (38 di queste hanno contribuito a salvare altrettante vite a Bergamo) e 3.319 i trapianti realizzati: 1.576 di rene, 1.067 di fegato, 246 di cuore, 112 di polmone, 50 di pancreas e 1 di intestino e multiviscerale.

Tuttavia il numero di pazienti in lista d’attesa (9.070) continua a dimostrare come la rete trapiantologica e la società tutta deve continuare a impegnarsi a fondo per promuovere la cultura della donazione al fine di soddisfare il numero maggiore di richieste possibili. Ed è questo il gap che Valli proverà sicuramente a colmare (qui tutti i dati al 2015).

Di cosa si occupa esattamente l’A.I.D.O.?

“L’Aido è l’Associazione Italiana Donatori Organi, e si occupa della promozione della cultura della donazione di organi, tessuti e cellule, nonché della promozione e e della conoscenza di stili di vita atti a prevenire l’insorgere di patologie che possano richiedere come terapia il trapianto di organi e della raccolta di dichiarazioni di volontà favorevoli alla donazione di organi, tessuti e cellule post mortem”.

In quali situazioni c’è bisogno di un trapianto di organi/tessuti?

“Un trapianto è necessario quando le normali terapie mediche sono impotenti dinnanzi alla malattia. Ad esempio, in caso di insufficienza cardiaca, epatica, o polmonare, il trapianto è la sola terapia in grado di assicurare una sopravvivenza che altrimenti risulterebbe impossibile”.

Oggi come oggi, quali organi si possono trapiantare?

“Teoricamente si possono donare tutti gli organi, ad eccezione del cervello. Gli organi che si possono prelevare  e trapiantare sono i reni, il fegato, il cuore, il pancreas, i polmoni e l’intestino”.

Chi volesse donare i propri organi come può fare?

“Chiunque può iscriversi all’A.I.D.O. e compilare un modulo di adesione (guarda qui); oppure rivolgersi allo sportello ‘ASL’ più vicino o all’Ufficio Anagrafe dei Comuni che hanno attivato il servizio ‘Donare gli organi, una scelta in Comune’: un servizio di raccolta e registrazione della dichiarazione di volontà in fase di richiesta o rinnovo della carta d’identità”.

Il silenzio è sinonimo di assenso?

“Assolutamente no. Nel nostro Paese per la manifestazione della volontà di donare vige il principio del consenso o del dissenso esplicito”.

Perché qualcuno dovrebbe scegliere di donare i suoi organi?

“Per dare un significato alla morte. Quando la vita giunge al termine si ha la possibilità di donare gli organi e far sì che un’altra persona possa vivere grazie a noi”.

Per info e contatti: http://www.aido.it/

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