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Pinardi saluta il “fratello” Bellini: “La più bella bandiera dell’Atalanta”

“Gianpaolo Bellini è la bandiera più bella dell’Atalanta”. Parola di Alex Pinardi, amico fraterno del capitano nerazzurro che domenica saluterà i tifosi bergamaschi dopo trent’anni di onorata carriera con la maglia nerazzurra, dei quali diciotto vissuti in prima squadra tra serie A e B.

“Purtroppo non potrò essere al Comunale ad applaudirlo – spiega Pinardi a Bergamonews -, sarebbe stato bellissimo per me poterci essere. Ma in Lega Pro è così, non si sa mai quando si deve giocare. E il destino ha voluto che anche io fossi in campo domenica mentre Gianpaolo farà la sua ultima a Bergamo”.

Pinardi quando parla dell’amico di una vita non nasconde entusiasmo ed emozioni: “Quando penso alle bandiere del calcio italiano non posso non pensare anche a lui – commenta ancora il capitano della FeralpiSalò -. L’Atalanta, gran bella realtà del calcio, si è meritata una persona come Bellini: lui sì, è una bandiera vera per Bergamo e per i suoi colori. Quando mi ha detto che questo sarebbe stato il suo ultimo anno da calciatore mi è dispiaciuto molto: secondo me, un’altra stagione l’avrebbe potuta giocare ancora”.

Gianpaolo Bellini

Stesso anno di nascita, il 1980, stesso modo di crescere calcisticamente, a Zingonia, nel vivaio più importante d’Italia. Una vita insieme per Bellini e Pinardi, separati nel 2000 dalle vicende di calciomercato: “Avevamo appena vinto il campionato di serie B e io avevo bisogno di nuovi stimoli, di nuove motivazioni. Per quello ho scelto, a malincuore, di lasciare Bergamo – spiega ancora Pinardi -. Lui no, lui anche quella volta scelse di restare fedele ai colori atalantini, e anche per questo l’ho sempre ammirato. La vita è così, fatta di scelte”.

Il fantasista bresciano, di Chiari, le soddisfazioni della carriera le ha cercate altrove: Lecce, Modena, Cagliari, Novara, Vicenza. Poi in Lega Pro, con le maglie di Cremonese e FeralpiSalò. “Se mi guardo indietro ho un solo grande rammarico, quello di non aver più giocato a fianco di Gianpaolo – rivela Pinardi -. Ma sono certo che tra qualche anno la vita farà incrociare ancora le nostre carriere: io e lui lavoreremo ancora insieme. Ne sono sicuro”.

Alex Pinardi

E il futuro dell’amico, Pinardi come lo vede? “Gianpaolo all’inizio dovrà assimilare la nuova realtà – risponde -, ma poi sono certo che si butterà nella sua nuova carriera da dirigente atalantino con tutto l’entusiasmo di questo mondo. Lui è una persona seria, umile e sempre disponibile: l’Atalanta non poteva scegliere un uomo-simbolo migliore”.

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