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Nozze in dialetto, torna la proposta di legge dei leghisti bergamaschi

Il via libera definitivo alla Carta potrebbe arrivare in questa legislatura, dopo diversi tentativi andati a vuoto.

Pronunciare il fatidico ‘sì’ in dialetto è da sempre uno dei pallini della Lega Nord, che anche in questa legislatura ha portato al vaglio del Parlamento la richiesta di poter celebrare le nozze anche nella ‘lingua locale’.

La proposta di legge porta la firma del senatore Nunziante Consiglio, ex sindaco di Cazzano Sant’Andrea.

La battaglia del Carroccio era iniziata nel 2009 quando l’assessore all’Ambiente del Comune di Como accolse la richiesta di una coppia di unirsi con rito civile celebrandolo  in vernacolo.

In quello stesso anno arriva la prima proposta di legge targata Lega, firmata dal deputato leghista ed ex primo cittadino di Pontida, Pierguido Vanalli.

L’obiettivo dei leghisti è quello di estendere a tutti i comuni il modello Friuli, dove la formula matrimoniale viene letta in friulano, ma verbalizzata in italiano.

Il via libera definitivo alla Carta potrebbe arrivare in questa legislatura, dopo diversi tentativi andati a vuoto. A beneficiarne sarebbero lingue di antica tradizione e ancora in uso in varie aree della penisola, da nord a sud.

L’elenco potrebbe anche allungarsi, dato che in Parlamento c’è chi vorrebbe estendere questa possibilità anche a Sinti e Rom. E la Lega? Non è per nulla d’accordo.

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