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Ospedale, il parcheggio dove sostano disagi e problemi: tutto quello che non va

Il parcheggio dell’ospedale di Bergamo sembra perfetto per una serie di problemi e disagi che crea a tutti gli utenti, che sono persone in momenti di difficoltà. Con questo articolo Bergamonews avvia una sorta di ricognizione e di proposte su questo tema.

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Il parcheggio dell’ospedale di Bergamo sembra perfetto per una serie di problemi e disagi che crea a tutti gli utenti, che sono persone in momenti di difficoltà, vuoi perché bisognose di cure ed esami, vuoi perché in visita a parenti malati. Con questo articolo Bergamonews avvia una sorta di ricognizione e di proposte su questo tema.

Tariffe elevate, privo di concorrenza, poco pratico e con una serie di servizi che creano solamente disagi. È il parcheggio dell’ospedale Papa Giovanni di Bergamo. Se un vecchio adagio recita: chi ben comincia è a metà dell’opera, qui si deve dedurre che dall’origine questa struttura non ha fatto altro che incassare sviste e di conseguenza creare disagi.

Non sono bastate le 7.500 firme raccolte nel 2014 che chiedevano una riduzione delle tariffe considerate troppo alte e un parcheggio gratis. Anzi, quell’appello è caduto nel vuoto.

Il parcheggio dell’ospedale Papa Giovanni, suddiviso in tre aree (la Nord, la Est e la struttura coperta), continua ad incassare.

Quando si trattò di costruire la nuova struttura ospedaliera Comune e Provincia di Bergamo diedero la loro disponibilità ad andare incontro alla Regione. Palazzo Frizzoni ha realizzato le vie di accesso, mentre la Provincia si impegnò a costruire i parcheggi. Se non fosse che l’ente di via Tasso, per non sborsare una cifra impegnativa, decise di realizzare i parcheggi con un project financing, ossia costruire l’area della sosta senza versare un solo denaro della Provincia perché affidato ad una società privata che in cambio del costo di realizzazione dell’opera pubblica, riscuoterà fino al 2042 gli incassi che i parcheggi generano.

Ma, si sa, un’impresa privata ha come obiettivo il profitto, mentre un ente pubblico ha come scopo il servizio per gli utenti. Per quanto riguarda il parcheggio dell’ospedale ci troviamo in una situazione anomala: su un’opera pubblica che dovrebbe servire ai pazienti e ai loro familiari o conoscenti, finisce per rispondere alla logica dell’impresa privata.

Che cosa c’è che non va?

Innanzitutto il costo del biglietto. Troppo caro rispetto ad altri parcheggi in città e poi a pagamento, quando altrove il parcheggio non si paga. Ci sarebbe infine da aprire il dossier sulle tariffe troppo alte. La tariffa oraria è a 1,30 euro. E se si sfora di un minuto si paga il doppio. Pensiamo a chi accudisce un parente malato e si ferma 4-5 ore al giorno per settimane… Spende un patrimonio.

Il pagamento della sosta avviene ai distributori esterni dell’ospedale, generando non poco disagio ai visitatori quando piove, perché con l’ombrello in una mano, con l’altra devono pagare e ritirare il ticket della sosta. Spesso poi a questi distributori sono presenti nomadi o poveri che chiedono la questua rallentando e creando ulteriori problemi all’operazione. Basterebbe posizionare una cassa automatica all’interno dell’hospital street per permettere che gli utenti si sentano più al sicuro e all’asciutto quando è notte o fuori piove.

Non sono protette dalla pioggia nemmeno le uscite dei parcheggi, così per immettere il ticket e aspettare che questo venga restituito  per far alzare la sbarra gli utenti si bagnano. Succede anche che macchinette e sbarre non funzionino e chi è in coda rischia di perdere i tempi necessari per uscire e dover tornare indietro e pagare un’aggiunta.

C’è poi l’aspetto della praticità nel trovare la propria vettura: le tre aree non sono segnalate con i colori, come avviene per esempio in grandi supermercati. La numerazione così come è stata realizzata, se da una parte rende omogenea l’intera area esterne dell’ospedale, dall’altra genera confusione e capita spesso di imbattersi in persone anziane e non vagare alla ricerca della propria auto.

Perfino chi va a far visita ai propri cari defunti alla camera mortuaria deve pagare la sosta. Un disagio, e un costo aggiuntivo nel momento del maggir dolore per una persona.

Problemi anche per i disabili. Nei parcheggi cittadini, quando gli stalli per le persone portatrici di handicap sono tutti occupati, i diversamente abili possono sostare nelle aree blu senza dover pagare. Una possibilità che viene negata al parcheggio dell’ospedale.

Per non parlare dell‘intasamento del parcheggio, delle code e dei problemi viabilistici nei dintorni. Regione Lombardia aveva annunciato la realizzazione di un parcheggio da 500 posti che potrebbe, ed è del tutto ipotetico, consentire un riequilibrio economico finanziario a Bhp-Bergamo Hospital Parking che a quel punto potrebbe rivedere le proprie tariffe al ribasso. Finanziato con 1,7 milioni di euro da parte di Regione Lombardia, è e rimane un cantiere sulla carta.

 

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