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Addio Festa della Dea, tifosi divisi: “Cancellandola perdiamo tutti”

La Festa della Dea, dopo 14 edizioni di grandissimo successo, chiude ufficialmente i battenti. E sui forum riservati ai tifosi atalantini non si parla d’altro.

Del resto l’evento che ogni volta a luglio ha concentrato – prima a Pedrengo, poi Dalmine e, infine, nel parcheggio del centro commerciale Oriocenter – migliaia di appassionati bergamaschi è stato per anni uno dei più attesi dell’estate.

Nuovi acquisti, vecchie glorie, esponenti dello spogliatoio e della società. E poi musica, coreografie mozzafiato e anche beneficenza. Questi gli ingredienti che hanno caratterizzato, per 14 anni, la Festa della Dea, che ha attirato curiosi persino dal Belgio e dalla Germania.

Dalla prossima estate sarà solo un ricordo.

Ma cosa ne pensano i tifosi nerazzurri? Sul blog Atalantini.com si dividono: secondo qualcuno è giusto chiudere tutto come segno di protesta, per altri, invece, fermarsi significa darla vinta a chi “vuole solo il silenzio e la repressione”, come si legge in più post.

Deadeberghem, ad esempio, sostiene che “è meglio fermarsi a riflettere, tutti”, mentre Rialto66 difende la decisione: “Non sono mai stato tenero nei miei pochi commenti circa le vicende che hanno coinvolto gli ultras dell’Atalanta, ma questa volta sono pienamente concorde con la loro decisione. Mi mancherà la Festa della Dea come mancherà a molti altri, ma chissà che questa decisione possa permettere a molti di vedere le cose nella giusta dimensione”.

Iabilehc attacca: “Io non sono d’accordo… E’ quello che i poteri forti volevano e lo hanno ottenuto”. Appoggiato da Pdavide83: “Dispiace perché viene meno uno dei fiori all’occhiello della Curva Nord. A mio modo di vedere, non sono queste le iniziative che andrebbero interrotte. Spero sia solo una pausa temporanea e non una decisione definitiva”.

Ago76 centra in pieno il punto e si scaglia contro la “repressione”: “Per protestare contro la tessera del tifoso, non si va in trasferta. Per protestare contro la repressione, non si tifa più. Per protestare contro certi provvedimenti, non si fa la festa della Dea. Tirando le somme: i più contenti sono quelli che vorrebbero estirpare il fenomeno ultras a Bergamo, che vedono il risultato a portata di mano. Chi ci smena è la passione per la Dea, ormai ai minimi storici”.

Anche secondo Awa si tratta di una “scelta legittima ma autolesionistica. Legittimo anche il comunicato, ma forse troppo ‘vittimistico’ in alcuni passaggi e senza un poco di autocritica, che non fa mai male. Speriamo che sia solo una pausa…”.

Maurineroblu, invece, tira le orecchie agli autori del comunicato stampa con il quale, mercoledì 4 maggio, è stata comunicata la cancellazione dell’evento: Mi dispiace che non si faccia la festa ma non condivido affatto il tono di vittimismo dell’articolo. Gli ultras, o almeno una parte di loro, hanno tanti meriti ma anche tantissime colpe. Se avessero sempre e solo fatto il tifo senza creare casini di vario genere non avrebbero creato i presupposti per misure (pure discutibili) come tessera del tifoso, tornelli e via elencando. Purtroppo, forse per eccesso di amore o di foga, non hanno mai saputo distinguere il calore, la coreografia e quant’altro da episodi di teppismo e di violenza”.

Il pensiero comunque, comunque, è uno solo: “Speriamo che si tratti solo di una pausa, non di un addio definitivo”.

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