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Www.armani.it, si riapre la battaglia legale tra lo stilista e il pensionato trevigliese

Dopo la sentenza del 2003 che diede ragione alla casa di moda, Luca Armani, 52enne di Treviglio, intende presentare una nuova denuncia per riavere il dominio del sito internet

Una battaglia iniziata quasi 20 anni fa, che si riaprirà a breve. E’ quella tra Luca Armani, pensionato 52enne di Treviglio, e la nota casa di moda fondata da Giorgio Armani. Alla base del contenzioso il dominio del sito www.armani.it, aperto nel 1997 dal trevigliese per promuovere il suo timbrificio (nel frattempo chiuso).

L’azienda milanese infatti, una volta scoperto che il sito era già stato registrato, fece di tutto per ottenerlo. A partire da una proposta economica: “Mi offrirono 150mila Lire allora – racconta il bergamasco – , spiegandomi che con quei soldi avrei potuto pagare un altro dominio, con un qualsiasi nome diverso da quello. Ad esempio www.armanitimbri.it. Ma io rifiutai quella misera offerta”.

Lo stilista decise allora di passare alle vie legali e di denunciare Luca Armani. Si arrivò così al processo e il 3 marzo 2003 il tribunale di Bergamo in primo grado condannò il signor Luca a consegnare il nome di dominio www.armani.it alla Giorgio Armani Spa.

La sentenza del giudice Elda Geraci diede ragione allo stilista, considerando applicabile alla registrazione del nome di dominio la disciplina propria del diritto industriale e in particolare del diritto dei marchi. Infatti il nome a dominio registrato da Luca Armani per quel sito corrisponde esattamente al marchio registrato “Armani” di cui è titolare l’azienda milanese.

Il giudice aggiunse inoltre che il provvedimento era immediatamente esecutivo e che per ogni giorno trascorso senza consegnare il dominio, il 52enne sarebbe stato costretto a pagare una penale di cinquemila euro. “Nonostante la sentenza e la possibile sanzione, però, non consegnai il sito – prosegue Luca Armani – . Passò oltre un anno ed arrivammo a un accordo economico: per 150mila euro cedetti il dominio”.

A distanza di 13 anni, però, il pensionato di Treviglio intende presentare una nuova denuncia: “Voglio che si arrivi a un altro processo perchè reputo ingiusta quella sentenza. Penso sia corretto che venga stabilita una regola che valga per tutti, e non che ci si basi sulla discrezionalità di un giudice”.

Parallelamente al contenzioso con il 52enne trevigliese, la casa di moda ne ebbe uno per il sito www.armani.com, questa volta con un imprenditore canadese, tale A.R. Mani. La vicenda si concluse, però, con il riconoscimento della titolarità del nome di dominio a Mani, in quanto lo stesso non solo aveva provveduto per primo alla registrazione del nome di dominio, ma anche perché le particolari caratteristiche del suo nome autorizzavano a pensare che il predetto nome a dominio potesse essere riconducibile alla sua identità personale.

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