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Profughi, in 70 a Sotto il Monte chiedono la residenza, il Pd al Prefetto: più chiarezza

Il Partito Democratico dell’Isola Bergamasca torna con insistenza a chiedere un maggiore raccordo tra Prefettura, Comuni e associazioni coinvolte nella gestione dell’accoglienza dei profughi presenti nella nostra Provincia.

Il Partito Democratico dell’Isola Bergamasca torna con insistenza a chiedere un maggiore raccordo tra Prefettura, Comuni e associazioni coinvolte nella gestione dell’accoglienza dei profughi presenti nella nostra Provincia.

“L’ultima criticità in ordine di tempo è stata rilevata dall’amministrazione comunale di Sotto il Monte, dove sono al momento ospitate circa 70 persone richiedenti asilo – scrive Raffaello Teani, coordinatore Pd dell’Isola Bergamasca -. La normativa in materia di residenza è piuttosto chiara, e sostanzialmente consente ad ogni cittadino straniero con un regolare permesso di soggiorno di chiedere la residenza nel comune dove vive. Questo, determina evidentemente un aggravio a carico dell’amministrazione comunale, in special modo nei contesti in cui vengono accolte molte decine di profughi come nel caso di Sotto il Monte, che tra l’altro vede un veloce turn over delle presenze, e finisce per scaricare sul singolo comune un dovere che andrebbe invece suddiviso tra tutto il territorio”.

“Oltre all’evidente assenza di Regione Lombardia, che – a differenza di altre regioni – non svolge alcun ruolo di coordinamento, a livello di area vasta (ex Provincia) – siamo di fronte all’ennesima conferma della necessità di privilegiare e investire sull’accoglienza diffusa, ripartita tra il maggior numero possibile di Comuni. È un modo di operare auspicato dal PD già diversi mesi orsono – prosegue Teani -. Così facendo si potrebbero evitare realtà come quella appena citata di Sotto il Monte, oppure di Botta di Sedrina, tanto per fare un altro esempio: comunità che, anche a causa della miopia e degli egoismi di altri, accolgono comunque con grande generosità e disponibilità un numero molto elevato di richiedenti asilo, rischiando però di incorrere in diverse difficoltà a carico soprattutto dei servizi sociali. E’ assolutamente necessaria una collaborazione più puntuale ed efficace tra tutti gli attori coinvolti, a partire dalla Prefettura, che – oltre ad assumersi la propria responsabilità, sul modello di quanto già avvenuto in altre provincie – deve chiarire in maniera definitiva le regole per far diventare realtà l’accoglienza diffusa. Quindi, in applicazione della dichiarazione di Ginevra, deve indicare con precisione alle amministrazioni comunali interessate quali sono le modalità per una gestione efficiente dell’iscrizione delle residenza a favore dei cittadini stranieri, profughi “richiedenti asilo”, così come della successiva cancellazione nel caso dovessero lasciare il Comune”.

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