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Baschenis, ritorno a Palazzo: mostra con inedito al Credito Bergamasco foto

Le porte del Palazzo Credito Bergamasco si aprono ai curiosi e agli appassionati con una mostra dei quadri di Baschenis, fra i quali ci sarà anche uno splendido inedito: l'inaugurazione il 5 maggio, esposizione fino al 27.

Da trent’anni il Credito Bergamasco, oltre a svolgere le funzioni di attività bancaria, si occupa anche di solidarietà sociale, ricerca medico – scientifica, di università, di recupero ambientale, ma soprattutto di arte. Il palazzo che porta il nome dell’Istituto nell’ultimo decennio è quindi diventato un luogo espositivo fruibile a tutti, le mostre infatti sono gratuite, provviste di un catalogo figurativo e di visite guidate su richiesta.

“L’arte e la cultura non devono essere un patrimonio di pochi, ma di tutti” spiega Angelo Piazzoli, Segretario Generale della Fondazione Credito Bergamasco. E’ importante sottolineare come questa fondazione abbia anticipato ormai da tempo la sensibilità verso la cultura che la maggior parte delle banche inizia solo oggi a prendere in considerazione.

In occasione dei dieci anni di attività espositiva della Fondazione, il Credito Bergamasco inaugura una mostra di alcune fra le numerose opere di Evaristo Baschenis, noto pittore bergamasco del 1600 con cui avevano inaugurato la prima mostra di questa decade.

Baschenis, riscoperto nel 1900, fu copiato e storpiato da numerosi altri pittori poiché, sostanzialmente, fu l’inventore di un nuovo genere. Egli, pur avendo ricevuto la sua formazione artistica da un pittore universale quale Giacomo Barbelli, si specializzerà nella raffigurazione di nature morte, sia vegetali, che animali e musicali. Nelle sue opere si può riscontrare un forte legame con il barocco grazie a caratteristiche come l’estrema verosimiglianza ed il tema della meraviglia, senza dimenticarsi però di un’onnipresente cosmesi della morte, rappresentata egregiamente nei quadri di selvaggina.

Aspetto affascinante della sua pittura è l’accostamento tra matrice musicale, intesa come trasfigurazione dell’attività contemplativa e delle soddisfazioni della vita ascetica, e matrice “carnale”, raffigurata tramite cibarie varie, atta ad elogiare i piaceri della vita terrena.

La mostra, definita dallo storico d’arte Simone Facchinetti “difficile perché semplice”, comprenderà anche il trittico Agliardi e un inedito: “Cesto di mele, carciofi, asparagi, un piatto di ciliegie e un garofano bianco”.

Baschenis

Verrà inaugurata giovedì 5 maggio 2016 alle 18 e rimarrà aperta il sabato pomeriggio e la domenica dal 6 al 27 maggio.

Alessandro Comi e Adriana Lirathni

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