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Residenzialità leggera: così disabili trovano casa e diventano autonomi video

Il Comune di Bergamo presenta le fasi di avanzamento del progetto che dà ospitalità in cinque appartamenti a persone con disabilità psichica e fisica.

Il progetto “Residenzialità leggera” nasce nel 2014 da un’idea dell’amministrazione comunale di Bergamo ed ha come obbiettivo di rendere più autonome persone con disabilità grazie al loro inserimento all’interno del tessuto sociale dei singoli quartieri.

Il fine è quello di presentare un progetto diverso, volto alla qualificazione sociale, che si svolga nella città e a contatto con le persone, così da permettere un rafforzamento flessibile dei quartieri stessi in cui queste residenze condominiali sono inserite, garantendo l’interazione e la collaborazione tra le varie realtà delle zone, preparate precedentemente all’arrivo dei disabili per una convivenza inclusiva.

A presentare i progressi di questo progetto sociale sono Maria Carla Marchesi, assessore alla coesione sociale del comune di Bergamo, Paola Morandini, responsabile Servizi in favore dei Disabili, Alessandro Santoro, Fondazione Casa Amica, Claudia Rinaldi, responsabile organizzativa del progetto, Danilo Bettani, Consorzio Sol.Co Città Aperta.

Con Residenzialità leggera si vuole far sperimentare alle persone disabili una vita autonoma nelle possibilità di ognuno, per ampliare la loro conoscenza del mondo, rendendoli più indipendenti, cosa che, per avvenire, deve necessariamente passare attraverso un momento di distacco dalla famiglia, complicato e doloroso sia da parte del disabile che dei parenti. Ecco perché queste famiglie possono contare sul supporto dell’associazione Pellicani, formata da genitori che hanno già vissuto o stanno vivendo quest’esperienza.

Attualmente a Bergamo risiedono circa 640 persone con disabilità, metà dei quali sono studenti, l’altra metà é rappresentata da adulti.

Cinque dei nove appartamenti disponibili (otto appartamenti comunali e uno di Impronta) sono già operativi e i residenti, la cui età va dai 18 ai 65 anni, sono inseriti sia all’interno di progetti diurni, sia in progetti “di sollievo”, che si svolgono soprattutto durante i fine settimana.

Queste residenze permetteranno alle persone diversamente abili di testare e sviluppare la propria autonomia in quanto persone adulte, perché è importante non dimenticarsi della loro età anagrafica che, pur presentando determinate caratteristiche, é indice di desideri e ambizioni simili alla maggior parte di quelli di un adulto “normodotato”. Diventa dunque indispensabile non trattare queste persone come “Eterni bambini”.

I disabili sono affiancati da educatori (circa un operatore ogni 4/5 disabili) e volontari, presenti sia negli appartamenti, sia nei progetti territoriali, sia all’interno delle abitazioni, in cui i disabili hanno a disposizione sia aree comuni che private, perfettamente bilanciate tra loro.

Venerdì 6 maggio 2016, all’Auditorium del Liceo Mascheroni si terrà una presentazione generale ricca di racconti e testimonianze e con la presenza di tutte le associazioni che hanno contribuito alla realizzazione di questo importante progetto, tra cui Fondazione Casa Amica, Cooperativa sociale l’Impronta, il Consorzio Sol.co Città Aperta e la Fondazione Cariplo.

A questo incontro parteciperanno anche l’onorevole Elena Carnevali, promotrice della proposta di legge “per garantire la vita indipendente alle persone con disabilità”; Monica Villa, responabile della fondazione Cariplo, che ha finanziato con 280000 euro l’inizio dell’attività, e infine Gianluca Nicoletti, giornalista particolarmente attento ai temi riguardanti esperienze con persone disabili, nonché genitore di un figlio adulto autistico.

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