BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Mediaworld, esuberi strutturali e niente solidarietà: 7 maggio sciopero dei dipendenti

Nessun accordo tra i sindacati e Mediamarket che ha esluso il contratto di solidarietà dagli strumenti utili alla riorganizzazione aziendale: sabato 7 maggio sciopero nazionale dei dipendenti.

MediaWorld non rinnova il contratto di solidarietà, e il sindacato promette battaglia. Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil hanno infatti fissato per sabato 7 maggio lo sciopero di tutto il personale in tutti i punti vendita sul territorio nazionale per protestare contro la decisione di Mediamarket S.p.A. azienda con sede legale a Curno, del gruppo tedesco MetroAg, e titolare dei marchi MediaWorld e Saturn.

Secondo i sindacati, “non è per una questione di metodo ma di merito: l’impresa ha deciso di togliere dagli strumenti utili alla gestione degli esuberi il contratto di solidarietà. Ad oggi sono presenti, secondo le dichiarazioni dell’impresa, 311 full time equivalenti in esubero, una quantità che non può essere considerata semplicemente un costo. Senza la solidarietà che fine farebbero tutti questi lavoratori? Secondo le dichiarazioni fatte dall’azienda si dovrebbero trasferire o dimettere. Secondo le Organizzazioni Sindacali queste due opzioni dovrebbero essere esclusivamente volontarie, e qualora non sufficienti ad assorbire l’esubero dovrebbero avere come approdo finale la solidarietà, in prosecuzione del patto già concordato meno di un anno fa. Se quindi l’azienda ha intenzione di riaprire il confronto ed evitare la mobilitazione deve fare una cosa semplice: dichiarare la disponibilità ad includere il contratto di solidarietà tra gli strumenti utili alla riorganizzazione aziendale”.

Nel corso degli incontri, infatti, Mediamarket si è presentata “in modo inaccettabile in quanto ha dichiarato che gli esuberi sono strutturali” e che si dovrebbe procedere in tempi brevi per stabilire incentivi all’esodo su tutte le unità produttive e, qualora non ci fosse volontarietà sufficiente, spostare lavoratrici e lavoratori nelle unità produttive dove c’è spazio o presso quelle che apriranno.

Per Sonia Nigro, Luca Bottani e Sandro Dalle Fusine, che per Filcams, Fisascat e Uiltucs seguono la trattativa, questa proposta è inaccettabile. L’accordo con le organizzazioni sindacali fatto meno di un anno fa deve essere rispettato. Secondo quell’intesa, la riduzione dell’orario di lavoro – del 18% in media nazionale con punte del 40% in Campania e in Liguria – avrebbe interessato per dodici mesi, con decorrenza dal 1° luglio 2015 e fino al 30 giugno 2016, 4.830 lavoratori che rappresentano circa il 75% della forza lavoro complessiva.  A Bergamo, nei due negozi cittadini e in quello di Stezzano, la percentuale di solidarietà si sarebbe fermata al 10%.

Perciò, scrivono le sigle in un comunicato sindacale, “viene dichiarato lo stato di agitazione, con conseguente blocco delle prestazioni straordinarie, supplementari e festive, e viene proclamato uno sciopero per l’intero turno per il giorno 7 maggio in tutti i punti vendita Mediamarket”.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.