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Grassi, a Napoli altra gara da spettatore: teniamoci stretti Sportiello e de Roon foto

Dignitosa e sì, sicuramente a testa alta. Poteva prendersi un’imbarcata, il rischio era grosso, invece l’Atalanta stile balneare (ma non era ancora in vacanza) è riuscita a mettere i brividi al San Paolo, almeno per una decina di minuti, dopo il primo gol italiano di Freuler. E a spaventare i tifosi che stavano per festeggiare il controsorpasso sulla Roma.

Perché avrà anche quasi il doppio dei punti dei “nostri”, sarà anche in Champions League, ma alla fine la differenza tra Napoli e Atalanta, in concreto, ha un nome solo, all’andata come al ritorno e si chiama Gonzalo Higuain: due gol a Bergamo (3-1), due a Napoli. All’andata il rigore di Hamsik pareggiato da Gomez, poi la furia del Pipita, che decide anche la sfida di lunedì 2 maggio. Sempre lui, il superbomber del campionato che fa diventare triste il bergamasco Manolo Gabbiadini, mandato in campo da Sarri giusto per concedere la passerella del trionfatore al bomber argentino. Mentre Higuain si accomoda in panchina vicino ad Alberto Grassi, il gioiellino costretto a fare da spettatore anche stavolta…

Grassi, de Roon, Sportiello: uno è già partito, gli altri due chissà, speriamo che almeno uno resti. Intanto il portierone fa capire di che pasta è fatto e para l’imparabile.

A proposito, riavvolgiamo il nastro: fa una certa impressione rileggere la formazione dell’andata, praticamente un’altra Atalanta, a cominciare dal portiere Bassi, poi Bellini, Stendardo, Paletta e Brivio in difesa. A centrocampo Grassi, de Roon e Cigarini e in avanti Moralez, Denis e Gomez. E perciò al San Paolo c’erano solo due superstiti, de Roon e Cigarini, eppure anche l’Atalanta2 ha tenuto bene il campo, fino alla fine. A testa alta.

Tutti in difesa? Beh non era facile fare di più e meglio. Impresa quasi impossibile, ancora di più dopo il gol del Pipita al 10′, forse con l’unico errore, veniale, del debuttante Djimsiti, sorpreso dal guizzo di Higuain. Ma onestamente pochi sono riusciti a fermare il superbomber…

L’Atalanta ha anche subìto il pressing continuo e asfissiante degli uomini di Sarri, che hanno costretto Borriello a starsene solo quasi per un’ora. Ma soprattutto ha pagato Diamanti, il più spaesato di tutti: forse era più una partita da Migliaccio, da coltello tra i denti che da gestione della palla di fioretto.

Però, se è vero che tutti ricordiamo la sfida dell’andata come una delle più belle giocate dall’Atalanta, a dispetto del risultato sfavorevole, possiamo riconoscere che anche al San Paolo i nerazzurri hanno fatto bella figura: con una difesa inventata e senza il loro folletto più pericoloso, il Papu Gomez che è anche il bomber atalantino. D’Alessandro ci ha provato, poi Reja ha cercato la fisicità con Monachello e la squadra è risalita un po’, ma non era facile sostenere Borriello e aiutarlo a trovare un altro gol, per mantenere la sua striscia positiva.

E chi doveva farsi vedere (in vista di una possibile conferma l’anno prossimo) lo ha fatto senza deludere, prendete lo svizzero Freuler che si è pure preso la soddisfazione di fare gol.

Adesso l’Atalanta deve chiudere in bellezza in casa sua: domenica arriva l’Udinese che ha ancora bisogno di punti e non può perdere. Ma non ci sono sconti da fare e nemmeno c’è più Colantuono, quindi… è qui la festa, no?

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