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Roby Facchinetti, l’anima dei Pooh, soffia su 72 candeline fotogallery

Domenica 1° maggio Roby Facchinetti, compositore, tastierista e voce dei Pooh festeggia il suo compleanno: soffierà su 72 candeline e taglierà il traguardo del mezzo secolo di carriera.

Domenica 1° maggio festeggia i 72 anni e 50 di carriera artistica, il “maestro” Roby Facchinetti, (all’anagrafe Camillo Ferdinando) compositore, tastierista e voce dei Pooh.

Per lui, forse l’ultima domenica di riposo prima dell’inizio della “Reunion” della band più longeva della musica italiana, con il rientro per l’occasione di Riccardo Fogli e Stefano d’Orazio, oltre a Dody Battaglia e Red Canzian, il cui esordio avverrà il 10 giugno a San Siro, proseguendo a Roma, Messina, Verona (Arena) con grande attesa per il concerto del 13 settembre alla Fiera di Bergamo, dove saranno ad attenderli, per l’ultimo saluto, ben tre generazioni di fan bergamaschi, contestualmente all’uscita del trentunesimo disco, già prenotato nel corso degli “Instore tour”, prima del “rush finale” nei principali Palazzetti Italiani che si concluderà entro il 31 dicembre suggellando un’indelebile pagina di storia della musica italiana.

Nel loro palmares figurano inoltre 14 Telegatti, 15 dischi d’oro, 46 di platino, 350 canzoni, oltre 3.500 concerti, la nomina a “Cavalieri della Repubblica” conferita nel 1986 dal Presidente Cossiga e la vittoria al festival di Sanremo con “Uomini Soli” nel 1990.

Ma Roby Facchinetti ha all’attivo anche 3 album da solista: “Roby Facchinetti” del 1984 (nel quale duetta con la figlia Alessandra, allora 12 enne, nella canzone “Din din din”) “Fai col cuore” del 1993 (che comprende “Facciamo una canzone”, composta e cantata insieme all’amico fraterno Valerio Negrini, primo batterista dei Pooh ed in seguito paroliere, da loro definito “Poeta”, che il 3 gennaio 2013 viene improvvisamente a mancare, lasciando un vuoto incolmabile non solo peri Pooh ma per l’intera musica italiana) e “Che vita la mia” nel 2014, con il quale ottiene un grosso successo durante la Tournèe in giro per l’Italia.

Tifoso dell’Atalanta, per la quale compone due inni, “Atalanta azzurra” nel 1986 e “Dea” nel 2007

Nel 2007 si ripresenta al Festival di Sanremo in coppia con il figlio Francesco con “Vivere normale” piazzandosi all’ottavo posto, sempre con Francesco, nel 2015, partecipa, in veste di coach, alla trasmissione televisiva “The voice”. Nato “un po’ in collina” nel complesso dell’ex Monastero di Astino, dove trascorre la sua fanciullezza e nelle sere d’estate, gia’ a soli 4 anni inizia a suonare con un organo a bocca, attirando l’attenzione delle famiglie che vivono nel complesso di Astino. Segue la scia del nonno, compositore e direttore di un coro polifonico. A 6 anni inizia a suonare la fisarmonica, a 8 i genitori lo iscrivono alla suola di Conservatorio del “Donizetti”, a 10 il pianoforte e le tastiere, a 11 compone la sua prima canzone.

Inizia a suonare nel 1958 con I Monelli facendo serate nelle balere della provincia a fine marzo del 1966 (i Pooh vennero fondati a Bologna il 28 gennaio dello stesso anno) al termine di un concerto con i “Pier Filippi e Les Copains” viene avvicinato da Mauro Bertoli, co-fondatore della band unitamente a Valerio Negrini, che , gli propone di subentrare a Bob Gillot, un tastierista inglese della prima formazione della band.

Trova ospitalità nell’abitazione della nonna di Mauro Bertoli. Da lì inizia la propria escalation verso il successo dei Pooh con Piccola Katy, Pensiero, Tanta voglia di lei, (che vengono composti unitamente a Negrini, nell’abitazione di Facchinetti alla Dorotina di Mozzo) e ancora Parsifal, Pierre, Chi fermerà la musica, Amici per sempre, solo per citarne alcuni.

Facchinetti è molto legato alla famiglia ed è padre di 5 figli, la primogenita Alessandra alla quale dedica l’omonimo album, in occasione della nascita nel 1972, Valentina, (che lavora nell’ufficio stampa di RTL); Francesco (noto conduttore televisivo ed ex DJ); Roberto e Giulia, (nati dal matrimonio con l’attuale moglie Giovanna Lorenzi) è un “paparone” , come desidera essere chiamato in luogo di nonno ed ha tre nipotini: Leone, Mia e Lavinia (nata due mesi fa).

Amante della buona cucina, è anche collezionista di vini, nella sua cantina conserva oltre 2500 bottiglie.

Sui social ha migliaia di fan che vanno in visibilio per lui e che lo considerano “un amico per sempre”.
Alla vigilia di Natale 2015, è gradito ospite della Casa di Riposo del “Don Orione” dove per tutti ha un sorriso e parole di conforto, radunando 300 persone tra ospiti, personale medico e infermieristico e fan che inizialmente cantano insieme a lui che si esibisce al pianoforte e poi, diligentemente, si mettono in posa per una foto ricordo o per farsi autografare i dischi dei Pooh, tra i quali i primi 45 giri.

Per Facchinetti la musica è tutto, anche durante i giorni festivi e per lui, quello del musicista, ma per lui rimarrà, per sempre “Uno strano lavoro”.

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