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Siniscalchi: rileggere la storia di Bergamo negli archivi del Tribunale sarà una sfida per gli studiosi

Ezio Siniscalchi, presidente del Tribunale di Bergamo, annuncia l'apertura degli archivi del Tribunale di Bergamo: "Una sfida interessante per gli studiosi, ora si può rileggere la storia di Bergamo da un altro punto di osservazione. Osservare quelle prove agli atti e pensare ai mezzi di indagine di oggi è un'occasione per imparare a conoscere meglio la società di allora".

“In quei faldoni ci sono le prove, si ritrovano persino le macchie di sangue dei delitti: pensi un po’ con i mezzi scientifici di oggi, con le prove del Dna di oggi come cambierebbero certi processi di allora…”.

Ezio Siniscalchi, Presidente del Tribunale di Bergamo, per una volta cede il rigore del giudice alla passione della scoperta. Lo fa per annunciare la giornata di studi in calendario per lunedì 2 maggio alle 17 nella Sala Funi della Banca Popolare di Bergamo, promossa dall‘Archivio di Stato di Bergamo, dal Tribunale di Bergamo e dalla Fondazione Famiglia Legler dal titolo: “Gli Archivi del Tribunale di Bergamo. Le fonti giudiziarie per la storia di Bergamo e del suo territorio”.

“Sì, presentiamo il lavoro di recupero dell’Archivio storico del Tribunale di Bergamo ma offriamo alla città tutta, agli studiosi in particolare la possibilità di accedere a fonti mai consultate finora – precisa il Presidente del Tribunale di Bergamo -. In quei faldoni si svela un’altra Bergamo, ci sono le dichiarazioni dei testimoni, degli accusati, si comprende e si può ricostruire la situazione civile, penale e storica di allora”.

Presidente, è stato un lavoro certosino?
“Sì, bisogna ammetterlo. Il fondo archivistico del Tribunale era stato dimenticato in depositi non accessibili fin dalla seconda metà del secolo scorso. Poi nel 2015, grazie al mio predecessore e alle sinergie pubblico-privato, ovvero degli Archivi, del Tribunale e della Fondazione Legler si è provveduto al suo recupero permettendo così la consultazione dei documenti che erano inaccessibili da più di sessant’anni. L’archivio conserva documentazione, processi penali e civili: dalla seconda metà del diciottesimo secolo, quindi dall’età veneta, il passaggio napoleonico, poi austriaca, quindi dall’Unità d’Italia fino al 1983”.

Un lavoro immenso che ora si svela e si apre alla città.
“Non solo. Abbiamo tutti gli atti e i faldoni anche delle sedi distaccate, penso a Treviglio, Almenno, Clusone. Sarà interessantissimo studiare e capire i tipi di reati e di liti nelle diverse zone della Bergamasca”.

Da questi atti si possono ricostruire processi singolari e che sono passati alla storia?
“L’apertura di questo immenso patrimonio, conservato negli archivi del Tribunale di Bergamo, non deve però trarre in inganno. Resta il fatto che sono delle fonti di grande importanza, ma non si deve dimenticare che i fatti, le persone, le vicende di allora sono state superate dal tempo. C’è stato anche un progresso giuridico che ha seguito lo sviluppo della società, penso al diritto di famiglia per esempio. Certo, di fronte a certe prove o testimonianze c’è la tentazione di immaginare come con i potenti mezzi scientifici oggi a disposizione, come si sarebbero svolti ben diversamente certi processi. Ma è e rimane una tentazione sterile, per quanto appassionante. Stiamo parlando di storia”.

Di questo immenso patrimonio degli archivi che cosa si aspetta?
“Sarà una bella sfida per gli studiosi e per gli appassionati di storia e di materie giuridiche. Non dimentichiamo che gli archivi saranno consultabili gratuitamente da tutti. Resto convinto che per chi fa ricerca storica troverà in quei faldoni davvero una miniera tutta da valorizzare. Questa apertura degli archivi, non solo del Tribunale, ma anche di atti notarili, rappresentano un dono e una giusta riconsegna alla città e al suo territorio”.

Siniscalchi


IL CONVEGNO

“Gli Archivi del Tribunale di Bergamo. Le fonti giudiziarie per la storia di Bergamo e del suo territorio” in programma lunedì 2 maggio alle 17 in sala Funi alla Banca Popolare di Bergamo prevede gli interventi di:

Giuseppe De Luca (Fondazione Legler)

Il recupero dell’archivio storico del Tribunale di Bergamo: un case history di collaborazione fra privato e pubblico

Nell’intervento si darà conto dell’esperienza di collaborazione fra privati e pubblica amministrazione nel campo dei beni culturali. La responsabilità sociale del privato si trasforma in occasione culturale e di sviluppo economico.

Paola Palermo (Comune di Bergamo)

Le fonti giudiziarie nell’archivio comunale di Bergamo

Nell’intervento si parlerà della documentazione di carattere giudiziario presente nei fondi archivistici del Comune di Bergamo utili per la ricerca storica sul nostro territorio e sulla società bergamasca.

Marco Lanzini (Archivio di Stato di Brescia)

Tribunali e archivi bergamaschi nell’ispezione del giurista Antonio Mazzetti (1822)

La problematica della gestione degli archivi è sempre stata presente in tutti i governi del territorio. La conservazione degli atti pubblici rappresenta una necessità di certezza del diritto, di correttezza amministrativa e di fonte storica di primaria importanza. Nell’intervento si metteranno in evidenza le problematiche riscontrate nel 1822, per scoprire che forse poco è cambiato da allora.

 

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