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Legambiente a Gori: “Riduca i voli, anche quelli notturni”

la replica di Dario Balotta (Legambiente) alla proposta del sindaco di Bergamo Giorgio Gori di modificare le rotte di decollo per ridurre l’impatto acustico sui centri abitati prossimi all’aeroporto di Bergamo-Orio al Serio.

“L’unico vero modo per ridurre l’inquinamento acustico e dell’aria attorno all’aeroporto di Orio al Serio, un catino circondato da abitazione ed attività industriali e terziarie, è quello di mettere un tetto al numero di voli da definire con una nuova valutazione d’impatto ambientale e con l’applicazione delle norme europee. Non solo, si rende indispensabile avviare una graduale diminuzione degli stessi a partire da quelli notturni”.

Questa la replica di Dario Balotta – Responsabile trasporti Legambiente della Lombardia – alla proposta del sindaco di Bergamo Giorgio Gori, che giovedì 28 aprile aveva presentato una nuova proposta di modifica delle rotte di decollo, mirata alla riduzione dell’impatto acustico sui centri abitati più prossimi all’aeroporto di Bergamo-Orio al Serio (leggi qui).

“La proposta di Giorgio Gori – continua Balotta – che gioca a fare il mago con la bacchetta magica, evita di affrontare il tema principale ciò quello di rendere sostenibile e compatibile con il territorio le attività aeronautiche”.

“Il Sindaco sceglie di dare una risposta parziale ad un rione della città senza valutarne gli effetti. La virata più stretta rispetto all’attuale, non è sempre possibile, condizionanti sono peso dell’aereo e condizioni meteo, mentre l’ipotesi di inversione dei flussi di decollo e atterraggio per cinque ore al giorno – dalle 11 alle 16 ha lo  svantaggio che le procedure  non sarebbero assistite dagli strumenti di  atterraggio strumentale (I.L.S.) riducendo sensibilmente gli standar di sicurezza. L’ I.L.S.  invece è istallato e funzionante per l’atterraggio da est”.

“Con queste nuove rotte – conclude Balotta – si sposterebbero gli effetti del rumore e quindi parte dei  problemi a ovest sul Treviolo, villaggio degli sposi, sul nuovo ospedale e ad est su Grassobbio”.

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