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Morti sospette in ospedale, un’infermiera: “Avevamo dubbi su Anna” fotogallery

Prima parziale conferma dell'ipotesi degli inquirenti: quei decessi potrebbero essere stati causati dal Valium

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“In ospedale eravamo in molti ad avere sospetti su Anna, ma nessuno ha fatto qualcosa per fermarla”.

Sono le parole che avrebbe fornito nel corso dell’interrgatorio in procura di venerdì 29 aprile una delle colleghe di Anna Rinelli, l’infermiera indagata per le morti sospette avvenute al nosocomio di Piario.

“Ora la verità sta venendo a galla – avrebbe detto agli inquirenti – , ma la colpa non è solo sua. Quella donna andava aiutata, ma chi cercava di farlo subiva pressioni dai superiori per non intervenire”.

Si tratta di una prima parziale conferma dell’ipotesi avanzata dal pubblico ministero Carmen Pugliese, e cioè che quei decessi potrebbero essere stati causati da dose eccessive di Valium, somministrato ai pazienti per calmarli.

Una testimonianza che ora dovrà trovare ulteriori riscontri. A partire dalle nuove esumazioni delle salme di pazienti morti, dopo che i risultati delle prime autopsie effettuate lo scorso 15 febbraio sui cadaveri di cinque degenti avevano dato esito positivo. Vale a dire che nei corpi, tutti di persone morte nel reparto di Medicina nel 2015, sono state trovate tracce di Valium. Un medicinale che non avrebbero dovuto assumere e che quindi potrebbe essere la causa del decesso.

Nei prossimi giorni, entro la prima metà di maggio, dovrebbero essere riesumati altri cinque cadaveri, di pazienti morti poco prima che scoppiasse il caso, nel novembre scorso, e che quindi potrebbero fornire maggiori dettagli.

L’accusa nei confronti della Rinelli è di omicidio preterintenzionale: secondo chi indaga la donna, infermiera professionale dal 1992 e da anni in servizio nel reparto di Medicina Generale di Piario, potrebbe aver provocato la morte di alcuni pazienti, somministrando loro dosi massicce di Valium (ma non si escludono anche altri medicinali simili) per via endovenosa, solo per calmarli ma esagerando con le dosi.

Insieme alla donna sono indagate per concorso colposo in omicidio preterintenzionale altre dieci persone, infermieri e medici. La caposala Paola Bosio, il primario di Medicina Sergio Lazzaroni e i medici Giosuè Ghilardi, Elisa Banfi, Cesarina Bendotti, Santo Furneri, Pasquale Maietta, Elena Pezzali, Francesca Saltalamacchia e Marino Lorenzi. Secondo il pubblico ministero Carmen Pugliese nessuno di loro sarebbe complice della Rinelli, ma avrebbero potuto controllarla e fermarla.

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