BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Festa dei lavoratori? Ecco i migliori Paesi per cercare lavoro

Quali sono i migliori Paesi per cercare un lavoro? E in base a quali parametri vanno individuati? Linkiesta prova a rispondere tenendo in considerazione reddito, tasso di occupazione ed equilibrio lavoro-vita privata. Ma anche qualità dell’ambiente, relazioni sociali, istruzione e felicità percepita.

Quali sono i migliori Paesi per cercare un lavoro? E in base a quali parametri vanno individuati? Linkiesta prova a rispondere tenendo in considerazione reddito, tasso di occupazione ed equilibrio lavoro-vita privata. Ma anche qualità dell’ambiente, relazioni sociali, istruzione e felicità percepita.

Sul podio salgono Australia, Svezia e Norvegia. L’Italia? Addirittura 23esima.

Ecco l’articolo della giornalista Lidia Baratta (clicca qui per andare direttamente alla pagina):

“Immaginiamo una bacheca dove c’è un solo annuncio di lavoro con posizioni aperte in diversi Paesi del mondo. Come scegliere il posto migliore in cui andare a lavorare? Nessun Paese è perfetto. E se è vero che i soldi non fanno la felicità, nella scelta, oltre che dello stipendio, bisognerà tener conto anche dell’equilibrio tra lavoro e privata, della qualità di vita (in termini ambientali e di salute) e delle relazioni sociali.

In ogni caso, se si punta solo allo stipendio, la cosa da fare è prenotare subito un biglietto per Stati Uniti, al primo posto negli indici Ocse per reddito medio pro capite. Pari a 41.355 dollari l’anno, con una ricchezza finanziaria media netta delle famiglie di 145.769 dollari. Anche se il reddito medio nel primo 20% di fascia reddituale è di oltre 91mila dollari, e nell’ultimo 20% si superano di poco gli 11mila dollari. In alternativa, se i soldi sono l’obiettivo, sul podio ci sono pure Svizzera e Lussemburgo.

Se invece si vuole andare (quasi) sul sicuro, l’ideale per trovare un lavoro è l’Islanda, al primo posto per tasso di occupazione, con l’82% della popolazione tra 15 e 64 anni che ha una lavoro retribuito. Il 90% di quelli con un diploma ha un impiego, contro il 71% di quelli che si sono fermati alle medie. Solo 1,2% della popolazione attiva è disoccupata da un anno o più. Numeri da sogno. Fattore da tenere in considerazione: lunghi periodi di buio in inverno. Ma se siete pronti a rinunciare ai geyser, dietro l’Islanda per livello di occupazione ci sono Svizzera e Norvegia.

Se invece si è alla ricerca di un buon equilibrio tra lavoro e vita privata, la Danimarcaè il posto ideale. Medaglia d’oro per work life balance e anche per il livello di felicità percepito. Solo il 2% dei dipendenti fa giornate lavorative molto lunghe. Gli altri dedicano in media il 67% delle giornate al tempo libero: circa 16,1 ore al giorno per mangiare, dormire, leggere, uscire con gli amici, fare sport, andare al cinema o a teatro. A seguire, si trovano Spagna e Olanda, al secondo e terzo posto per la conciliazione dei tempi. Sul lato opposto, la Turchia, in ultima posizione, con ben il 41% dei lavoratori che lavora oltre il normale orario di lavoro.

Ma non di solo lavoro vive l’uomo. L’Ocse ha ideato l’indice Better Life (il nome non è casuale), prendendo in esame diversi fattori, dalla qualità delle abitazioni al reddito, dall’istruzione all’ambiente, dalle relazioni sociali all’impegno civile. Nella top tengenerale, sul podio si trovano Australia, Svezia e Norvegia. Dalle onde ai fiordi, pare che questi siano i Paesi in cui si vive meglio. A seguire, si piazzano Svizzera, Danimarca, Canada, Stati Uniti, Nuova Zelanda, Islanda e Finlandia. Per trovare l’Italia, bisogna scendere fino alla 23esima posizione. Anche nelle relazioni sociali, in cui crediamo di essere i migliori, sul podio si piazzano Irlanda, Svizzera e Islanda.

Cosa rende questi dieci Paesi i posti ideali in cui vivere?

Al di là delle spiagge e del surf, l’Australia è al vertice della classifica per impegno civile e al di sopra della media per qualità ambientale, stato di salute, abitazioni, sicurezza, occupazione e guadagni, istruzione, benessere e relazioni sociali. Unica pecca: è al di sotto della media per l’equilibrio lavoro-vita privata. Un fattore non di poco conto da tenere in considerazione se si vuole scegliere un posto in cui lavorare. Eppure in Australia il reddito medio disponibile pro capite è di 31.588 dollari, superiore alla media Ocse. Il 72% nella fascia d’età tra i 15 e i 64 anni ha un lavoro retribuito, ma il 14% dei lavoratori dipendenti ha un orario di lavoro molto lungo, sopra la media Ocse (13%). Da uno a dieci il voto degli australiani per la qualità della vita è di 7,3. Niente male.

Al secondo posto la Svezia. Che si colloca ai vertici delle classifiche per qualità ambientale, e al di sopra della media per tutto il resto. Il reddito medio disponibile è di 29.185 dollari annui. Il 74% delle persone tra i 15 e i 64 anni ha un lavoro retribuito. E soltanto l’1% ha un orario lavorativo molto lungo. Il che significa che si ha più tempo libero e una maggiore possibilità di conciliare lavoro e vita privata. Il livello di Pm10 nelle città è tra i più bassi, 10,2 microgrammi per metro cubo nelle grandi aree urbane. Il voto degli svedesi sulla qualità della vita nel loro Paese è di 7,2.

A seguire, la Norvegia, dove solo il 3% della forza lavoro fa orari di lavori più lunghi della media, godendo di 15,6 ore di tempo libero al giorno. Lo stipendio pro capite all’anno è di 33.492 dollari. Più del 75% tra i 15 e i 64 anni ha un lavoro pagato. L’aspettativa di vita è di 82 anni: 80 per gli uomini, 84 per le donne. Il voto dato dai norvegesi alla loro qualità di vita è di 7,4.

La Svizzera, subito dopo, spicca nelle valutazioni per benessere, guadagni, tasso di occupazione e stato di salute, anche se è al di sotto della media per l’impegno civile. Gli stipendi sono alti: il reddito pro capite medio è di 31.491 dollari all’anno. L’80% delle persone tra 15 e 64 anni ha un lavoro retribuito. La speranza di vita è di 83 anni, tra le più elevate dell’area Ocse. Occhio all’inquinamento: i livelli di Pm10 sono di 19,8 microgrammi, solo leggermente sotto la media Ocse. Il voto dato dagli svizzeri per la qualità della vita è di 7,5. E si può anche scegliere tra diverse lingue.

La Danimarca, al primo posto per la conciliazione vita-lavoro, si trova in quinta posizione nella classifica generale. Se in media nei Paesi Ocse i lavoratori che stanno dietro la scrivania più di 50 ore a settimana sono il 13%, in Danimarca la percentuale scende al 2 per cento. La settimana lavorativa standard è di 37 ore. Tutti i lavoratori hanno cinque settimane di vacanze pagate all’anno. La spesa pubblica per le famiglie supera il 4% del Pil (la media Ocse è del 2,6%), di cui circa il 60% è dedicato ai servizi per i bambini. Le mamme nel periodo vicino al parto hanno 18 settimane di maternità pagata, i papà due settimane. E a seguire ci sono 32 settimane di congedo parentale. I bambini hanno diritto al nido dai sei mesi in poi. Dall’età di tre anni, esiste anche un supporto pre-scolastico. E non appena iscritti alle elementari, esistono servizi pubblici extrascolastici tra i sei e gli otto anni. Il reddito medio disponibile pro capite è più basso però che in altri Paesi: 26.491 dollari annui. Oltre il 73% delle persone tra 15 e 64 anni ha un lavoro pagato. La speranza di vita media è di 80 anni. Il voto dei danesi è un bel sette e mezzo. Ci mancherebbe.

Passando dall’altra parte dell’oceano, da tenere in considerazione c’è pure il Canada. Dove il reddito medio disponibile pro capite è di 29.365 dollari e il 72% delle persone ha un lavoro pagato. Qui il 4% dei lavoratori dipendenti ha un orario lavorativo molto lungo. E la speranza di vita alla nascita è di 82 anni. Se sopportate un clima abbastanza freddo, il Canada è da tenere in considerazione, anche perché il voto dei canadesi sulla propria qualità di vita è di 7,3 su dieci.

Restando in zona, resta l’immancabile sogno americano. Gli Stati Uniti sono in prima posizione per il reddito. Per il resto, sono sopra la media per tutti gli altri parametri. Tranne uno, di non poco conto: l’equilibrio lavoro-vita privata. Il 67% delle persone ha un lavoro retribuito. Ma l’11% fa orari di lavoro molto lunghi e il tempo libero a disposizione da dedicare a famiglia, hobby e amici ne risente. La speranza di vita media si abbassa: 79 anni, sotto la media Ocse (80). Il livello di Pm10 nell’atmosfera è di 17,8 microgrammi per metro cubo. Il voto degli americani alla propria qualità di vita:7,2.

Per i più avventurosi, nella top ten c’è la Nuova Zelanda, ai vertici delle classifiche per stato di salute ma al di sotto della media per reddito e benessere economico. In effetti il reddito medio disponibile pro capite è di 23.815 dollari annui, sotto la media Ocse. Il 73% però ha un lavoro, e lo stato dell’aria è migliore che in altri posti. Voto del tenore di vita: 7,3. Con paesaggi mozzafiato garantiti.

Torniamo nel freddo del Nord Europa. Gli ultimi due posti della top ten sono occupati da Islanda e Finlandia. L’Islanda ha un reddito medio disponibile pro capite di 25.908 dollari annui, sotto la media Ocse. Ma circa l’82% delle persone di età compresa tra 15 e 64 anni ha un impiego retribuito. Percentuale che se si considerano solo gli uomini sale all’84 per cento. Ma i dipendenti con giornate lavorative molto lunghe sono il 12,2%, dieci punti sopra la Danimarca. La speranza di vita alla nascita però è di 83 anni, tre anni in più rispetto alla media Ocse. Tant’è che gli islandesi danno un voto di 7,5 alla propria qualità della vita. In Finlandia, invece, il reddito medio pro capite è di quasi 28mila euro. Il 69% tra 15 e 64 anni ha un impiego retribuito, ma gli orari di lavoro eccessivi riguardano solo il 4% della popolazione lavorativa. L’aspettativa di vita media è di 81 anni. Voto sullo stile di vita: 7,4.

Al di fuori della classifica generale, poi, ci sono le singole variabili. Se si tiene conto di condizioni e spese per la casa, in cima si trovano Usa, Canada e Norvegia. Per quanto riguarda i livelli di istruzione, la Finlandia invece è il posto più “colto” dell’area Ocse. E quindi anche nella ricerca del lavoro un buon livello di studio sarà uno dei requisiti principali. I finalndesi spendono anche più di 19 anni della loro vita a studiare. E quello dell’insegnante è uno dei lavori più ambiti e stimati. Per le migliori condizioni ambientali, spiccano Svezia, Islanda e Germania. I più civili, con la percentuale maggiore di affluenza alle urne, sono gli australiani. Per il livello di salute, vincono i neozelandesi. Per senso di sicurezza personale la medaglia d’oro è dei giapponesi. Che però, detto tra noi, sono anche tra i peggiori per la capacità di conciliare lavoro e vita privata. E sono anche agli ultimi posti per livello di felicità. Solo un gradino sotto l’Italia, ahinoi”.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.