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Morti sospette in ospedale, la caposala con i farmaci a casa: “Lo fanno tutti” fotogallery

La donna è tra gli indagati nell'inchiesta delle morti sospette all'ospedale di Piario insieme ad altre nove persone tra infermieri e medici, per concorso colposo, e l'infermiera Anna Rinelli con l'accusa di omicidio preterintenzionale

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“Lo fanno anche le altre colleghe, non solo io”. Si sarebbe difesa così Paola Bosio, l’infermiera 54enne di Oneta, dopo che i carabinieri di Clusone hanno trovato nella sua abitazione medicinali prelevati dall’ospedale di Piario.

La donna è tra  gli indagati nell’inchiesta delle morti sospette all’ospedale di Piario insieme ad altre nove persone tra infermieri e medici, per concorso colposo, e l’infermiera Anna Rinelli con l’accusa di omicidio preterintenzionale.

Durante una perquisizione da parte dei carabinieri di Clusone all’interno dell’abitazione della caposala Bosio, sono stati rinvenuti una serie di confezioni di farmaci che sarebbero state asportate proprio dal nosocomio di Piario, come testimoniato dalla sigla “uso ospedaliero” riportata sulla confezione. Tra questi non ci sarebbero comunque Valium o altri sedativi, al centro dell’inchiesta come possibili cause dei decessi.

In ogni caso i militari stanno cercando di capire il perchè i medicinali siano stati prelevati e se possa essere formulata nei confronti della donna un’accusa di peculato. Nella sua auto sono state trovate anche confezioni di presidi medico-sanitari (garze, cateteri, pannoloni).

Bosio si sarebbe difesa dicendo: “Anche altre colleghe lo fanno, non solo io”. Parole che, se confermate, aprirebbero nuovi scenari in un’inchiesta già molto delicata.

Nel frattempo oggi, venerdì 29 aprile, saranno di nuovo ascoltate due infermiere del reparto di Medicina generale di Piario, che potrebbero fornire elementi utili alle indagini, insieme alle altre testimonianze rese finora.

Ma c’è grande attesa soprattutto per le nuove esumazioni delle salme di pazienti morti, dopo che i risultati delle prime autopsie effettuate lo scorso 15 febbraio sui cadaveri di cinque degenti avevano dato esito positivo. Vale a dire che nei corpi, tutti di pazienti morti nel reparto di Medicina nel 2015, sono state trovate tracce di Valium. Un medicinale che non avrebbero dovuto assumere e che quindi potrebbe essere la causa della loro morte.

Nei prossimi giorni, entro la prima metà di maggio, dovrebbero essere riesumati altri cinque cadaveri, di pazienti morti poco prima che scoppiasse il caso, nel novembre scorso, e che quindi potrebbero fornire maggiori dettagli.

L’accusa nei confronti della Rinelli è di omicidio preterintenzionale: secondo chi indaga la donna, infermiera professionale dal 1992 e da anni in servizio nel reparto di Medicina Generale di Piario, potrebbe aver provocato la morte di alcuni pazienti, somministrando loro dosi massicce di Valium (ma non si escludono anche altri medicinali simili) per via endovenosa, solo per calmarli ma esagerando con le dosi.

Come detto, insieme alla donna sono indagate per concorso colposo in omicidio preterintenzionale altre dieci persone, infermieri e medici. Oltre alla caposala Paola Bosio, il primario di Medicina Sergio Lazzaroni e i medici Giosuè Ghilardi, Elisa Banfi, Cesarina Bendotti, Santo Furneri, Pasquale Maietta, Elena Pezzali, Francesca Saltalamacchia e Marino Lorenzi. Secondo il pubblico ministero Carmen Pugliese nessuno di loro sarebbe complice della Rinelli, ma avrebbero potuto controllarla e fermarla.

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