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Profughi alla parrocchia di Santa Lucia, Lega Nord: “Business della Caritas”

Alberto Ribolla , Capogruppo Lega Nord e vice-segretario cittadino e Luisa Pecce, consigliere comunale Lega Nord e responsabile cittadino enti locali, in una nota attaccano la Caritas per l'ospitalità di alcuni immigrati alla parrocchia di Santa Lucia a Bergamo.

“La Lega Nord replica al comunicato stampa della Caritas relativa al volantinaggio effettuato davanti alla parrocchia avente ad oggetto l’arrivo di clandestini nel quartiere Santa Lucia – scrivono in una nota Alberto Ribolla, capogruppo Lega Nord e vice-segretario cittadino e Luisa Pecce, consigliere comunale Lega Nord e responsabile cittadino enti locali -. Si precisa che tale azione è nata su specifica richiesta di residenti e commercianti ai quali sono giunte voci dell’imminente arrivo. Anche le persone che si recavano a messa, appartenenti alla comunità parrocchiale, hanno dimostrato perplessità confermando di non sapere nulla. La Caritas del quartiere, tramite un suo rappresentante, ha confermato l’arrivo di persone originarie dell’area subsahariana e quindi, anche a parer suo, non aventi diritto al titolo di rifugiato in quanto non zone interessate da conflitti”.

Stiamo assistendo nuovamente ad un business legato ai 35 euro che la Caritas riceve ogni giorno dallo Stato, a persona, facendo leva su un punto debole del meccanismo di riconoscimento del titolo di rifugiato che prevede un iter che dura quasi 2 anni e che vede respinte il 95% delle richieste. Nel frattempo gli italiani pagano – osservano i due consiglieri comunali -. A tal proposito la Lega si farà portavoce di tutte quelle famiglie italiane che non riescono ad arrivare a fine mese e che rischiano di rimanere per strada, alle quali non vengono riconosciuti gli stessi diritti dei, per noi, clandestini, e che si vedono rifiutata la richiesta di aiuto dalla Caritas. E’ il caso concreto di una famiglia del quartiere che la Lega sta seguendo da tempo e che sarebbe bello ricevesse, lei, l’appartamento in questione, utenze gratuite ed un contributo economico come di fatto oggi viene fatto ingiustamente per i clandestini che arriveranno. Ci preme inoltre sottolineare come l’attuale amministrazione Gori farebbe bene a diminuire gli incontri, tramite le sue fantomatiche reti sociali, per avere un parere dal quartiere su argomenti vaghi e futuribili per dedicarsi invece a informare la popolazione circa decisioni già prese su argomenti meno popolari ma più critici. Ricordiamo inoltre alla comunità parrocchiale che esiste anche una comunità di quartiere molto spesso poco considerata. Invitiamo la popolazione a partecipare ad un incontro sull’argomento che la Caritas vorrebbe tenere in forma riservata il 28 aprile alle 20.30 in via Torino”.

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