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“Non solo rito e retorica”: lavoro e accoglienza nel Primo Maggio di Bergamo

I lavoratori di Italcementi e Pigna alla testa del corteo del 1° Maggio a Bergamo

“Sarà anche un’occasione rituale e retorica, ma in pochi territori come a Bergamo il Primo Maggio raccoglie ancora adesioni e partecipazione. Anche il corteo unitario di Cgil Cisl e Uil non è cosa scontata per altre province: da noi è intoccabile”. Gigi Bresciani, Ferdinando Piccinini e Amerigo Cortinovis, nel presentare la Festa del Lavoro, non perdono l’occasione per rimarcare la “diversità” orobica, che si riscontra anche nella giornata dei lavoratori che come tradizione vedrà sfilare le bandiere dei tre sindacati insieme, dietro agli striscioni e ai lavoratori di Italcementi e di Pigna, le due aziende per le quali i tre segretari generali provinciali hanno manifestato la loro preoccupazione.

“Sono le punte dell’iceberg di un ‘made in BG’ in crisi, di un territorio attaccato e spolpato – dice Piccinini -, dove mancano politiche industriali capaci di garantire crescita dell’occupazione e qualità del lavoro”.

Infatti, ha sottolineato Bresciani, “se sono innegabili i segnali positivi sulla disoccupazione (che passa dal 7,2 al 5,8%), manca una vera ripresa dell’economia, non drogata da incentivi statali”.

“Anche i voucher sono un problema importante – secondo Cortinovis -, anche per la nostra provincia, perché mascherano un ricorso al nero e al sommerso soprattutto per il lavoro dei giovani”.

Il bilancio di quest’anno, per i sindacati, è quindi fatto di “chiaroscuri” che non permettono ancora di abbassare la guardia. A fronte di una ripresa dell’occupazione, infatti, permangono settori in profonda crisi e insistono sulla provincia vertenze e situazioni ancora problematiche.

Per questo, il Primo Maggio deve servire per richiedere nuovi sforzi a politica e impresa. “Nonostante i timidi segnali di ripresa, in Provincia di Bergamo vi sono 28mila persone in cerca di lavoro e 35mila giovani dai 15-29 anni che non studiano né lavorano. Occorre invertire questa tendenza e riprendere la via dello sviluppo con investimenti e formazione mirata, rilancio del manifatturiero con produzioni innovative. La strada che può condurre alla ripresa e allo sviluppo del tessuto produttivo a Bergamo passa anche attraverso un nuovo patto tra sistema formativo e sistema produttivo per rendere coerenti gli indirizzi formativi con le esigenze del mondo della produzione e dei servizi”.

Il programma di domenica prevede il ritrovo al piazzala della Stazione alle 9; la partenza del corteo alle 9,30 e, alle 11, gli interventi dal palco di piazza Vittorio Veneto. Parleranno lavoratori di Italcementi e di Pigna oltre a un rappresentante della comunità Ruah, attiva nel campo dell’accoglienza, perché, hanno sottolineato i sindacalisti, “il nostro è un territorio che rischia di non cresere se non investe sull’integrazione”. Concluderà l’interventi di Gigi Bresciani, a nome di Cgil Cisl e Uil Bergamo.

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