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Gori corregge la proposta della rotta di decollo criticata dai Comuni dell’hinterland

Il sindaco di Bergamo ha presentato in Commissione aeroportuale la nuova rotta di decollo da Orio al Serio: si dimezzerebbe la popolazione esposta a rumore superiore a 60 decibel, passando da7.050 individui esposti a 3.800 in tutta l’area del dintorno aeroportuale

Il Sindaco di Bergamo Giorgio Gori ha presentato giovedì mattina, in occasione della riunione della Commissione aeroportuale, una nuova proposta di modifica delle rotte di decollo, mirata alla riduzione dell’impatto acustico sui centri abitati più prossimi all’aeroporto di Bergamo-Orio al Serio.

La proposta è di fatto un affinamento dell’ipotesi avanzata nella Commissione aeroportuale del 31 luglio scorso, con alcune innovazioni e significativi miglioramenti in termini di impatto ambientale: alla suddivisione al 50% dei decolli verso ovest su due rotte – una denominata PRNAV, che prevede una virata più stretta rispetto all’attuale, e una (la “220″, già utilizzata in passato) in asse con la pista – si associa in questo caso l’ipotesi di inversione dei flussi di decollo e atterraggio per cinque ore al giorno – dalle 11 alle 16 nell’ipotesi avanzata dal Comune di Bergamo – e lo spostamento in fascia diurna di un volo attualmente in decollo notturno verso Bergamo.

ENAV aveva già dichiarato volabile la nuova rotta PRNAV, ma a luglio il voto contrario di alcuni sindaci della commissione aveva impedito di procedere con la sperimentazione della nuova traiettoria proposta. La nuova proposta introduce ora dei correttivi che, raccogliendo alcune osservazioni mosse allora dai comuni che si opposero la sperimentazione, prefigura un risultato sensibilmente migliorativo in termini ambientali.

A generica

Dalle simulazioni sul nuovo scenario svolte dal Comune di Bergamo con la collaborazione di Sacbo – simulazioni non ufficiali, che andranno quindi confermate da ARPA Lombardia – emergerebbe infatti un forte miglioramento complessivo riguardo alla popolazione esposta a rumore superiore a 60 Decibel, pari a 3.250 unità complessive. Si passerebbe dagli attuali 7.050 individui nel giorno medio (dati 2013 riferiti al cosiddetto “busy day”) a 3.800 individui.

Le nuove rotte determinerebbero un netto cambiamento della situazione del quartiere di Colognola, che dal 2009 è il più esposto all’inquinamento acustico generato dall’attività dello scalo di Orio (tanto da essere stato classificato come “zona di rispetto aeroportuale”, con i vincoli urbanistici collegati a questa classificazione, nell’ambito della Zonizzazione acustica poi annullata dal Consiglio di Stato). Si passerebbe in questo caso da 3.800 persone esposte a più di 60 Decibel a 650, senza calcolare i circa 2.000 frequentatori dei 6 istituti scolastici del quartiere, che la nuova proposta preserverebbe dal sorvolo degli aeroplani.

Migliorerebbero nel contempo anche i dati riguardanti altri Comuni, da Azzano S.Paolo (- 100 individui esposti rispetto ad oggi, pari a – 50%, mentre la proposta del luglio scorso ne peggiorava la situazione di 450 unità), a Grassobbio e Orio al Serio. Un marginale incremento viene stimato su Seriate (+ 6 individui) e Brusaporto (+13), ma – nell’insieme – la proposta potrebbe portare ad una riduzione del 46% – praticamente al dimezzamento – della popolazione più esposta all’inquinamento acustico.

La Commissione aeroportuale ha recepito la proposta e ha affidato ad ARPA un approfondimento ufficiale sull’impatto acustico. Tale verifica avrà come base i dati del 2015, più recenti rispetto a quelli usati per la simulazione di Sacbo, e dovrà essere seguita da una validazione tecnica di ENAV per poter dare luogo ad un’effettiva sperimentazione. Ci vorranno dunque alcuni mesi, durante i quali la Commissione inizierà i lavori per giungere alla nuova Zonizzazione acustica. “L’obiettivo, – ha dichiarato il Sindaco di Bergamo – è di quello di migliorare le condizioni di tutti gli abitanti dell’intorno aeroportuale, con necessaria attenzione verso quelli di Colognola, oggi sottoposti ad pesantissimo impatto ambientale, facendo sì la nuova Zonizzazione non veda più il quartiere vincolato come “zona di rispetto aeroportuale”.

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