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Comune unico in Valseriana, opposizione al contrattacco: “Collaborazione sì, fusione no”

Quattro incontri per informare la popolazione sulle ragioni del "no" alla fusione tra Cerete, Fino del Monte, Onore, Rovetta e Songavazzo: "Non ci lasciamo influenzare dall'idea affascinante dello stare tutti insieme sotto un'unica dominanza amministrativa"

Dopo gli incontri per convincere la popolazione sulla bontà della scelta della fusione, a Rovetta, Fino del Monte, Onore, Songavazzo e Cerete è il momento dell’opposizione: dalle minoranze di Rovetta e Cerete è partita la campagna che va esattamente nella direzione opposta, ovvero che punta a mantenere lo stato attuale delle cose con cinque amministrazioni distinte che collaborano tra loro, che uniscono servizi, che si ritrovano sotto il minimo comun denominatore dell’Unione dei Comuni della Presolana.

Per questo sono stati organizzati quattro incontri pubblici, il 29 aprile a Cerete, il 6 maggio a Rovetta, il 20 maggio a Fino del Monte e il 27 maggio a San Lorenzo, per informare la cittadinanza sulle ragioni del “no” alla fusione e sugli “aspetti critici legati alla soppressione di questi cinque comuni”.

La nostra posizione – spiegano – non si è lasciata influenzare dall’idea affascinate dello stare tutti insieme sotto un’unica dominanza amministrativa e tantomeno del fatto che chi dimostra contrarietà debba sentirsi una persona retrograda che non vede la lungimiranza….abbiamo infatti analizzato gli aspetti economici visto che chi è favorevole continua a dire che ci saranno risparmi sui costi della politica e sulla gestione del personale, dimostrando invece che quanto detto non corrisponde al vero e se già su questo aspetto viene detta una falsità possiamo immaginare su tutto il resto…”.

Si dice che ci saranno migliorie nel mantenimento dei servizi e della qualità degli stessi – continuano – ma anche qui informeremo della leggerezza del messaggio formulato perché appare difficile pensare che sia così considerato che tutto resta invariato, mantenendo ancora le strutture dei cinque municipi, pro loco, impianti sportivi scuole, asili…per non parlare della rappresentatività democratica sui nostri territori che sono un pregio di salvaguardia e che con il Comune Unico verrà particolarmente mutilata…. siamo favorevoli alla collaborazione fra i paesi ed all’Unione dei servizi quest’ultima già possibile con l’esistente Unione dei Comuni della Presolana e che rappresenta un equivalente funzionale della fusione…mantenendo l’esistenza dei nostri comuni, correggendola e/o migliorandola senza compromettere nulla….quindi il motto è ‘No alla fusione…Uniti sì, fusi no’”.

Il gruppo fa leva sull’irreversibilità della decisione che verrà presa dai cittadini nel referendum previsto per il prossimo autunno: “Abbiamo un grossa responsabilità – sottolineano – La scelta che faremo è irreversibile e non potremo tornare indietro”.

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