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Don Cristiano Re: “Il lavoro come luogo per essere e fare gli uomini” video

In occasione del 1° Maggio la Diocesi di Bergamo, attraverso l'Ufficio per la Pastorale Sociale e del Lavoro, propone una serie di iniziative per rimarcare l'importanza del lavoro nella nostra società.

In occasione del 1° Maggio la Diocesi di Bergamo, attraverso l’Ufficio per la Pastorale Sociale e del Lavoro, propone una serie di iniziative per rimarcare l’importanza del lavoro nella nostra società. Pubblichiamo l’intervento e l’intervista video a don Cristiano Re, direttore dell’Ufficio per la Pastorale Sociale e del Lavoro.

lavoro

“Il lavoro come luogo per essere e fare gli uomini, lavoro umanizzante, questo il messaggio centrale di ciò che la Commissione Episcopale per i problemi sociali e il lavoro nel messaggio per il 1° maggio ha voluto consegnare alla Chiesa Italiana – afferma don Cristiano Re -. I Vescovi, che partono riprendendo il protrarsi della crisi occupazionale, viene un appello affinché “scuola e lavoro siano due esperienze che si intrecciano e interagiscono” e l’invito a colmare il divario tra Nord e Sud Italia: “senza un meridione sottratto alla povertà e alla dittatura della criminalità organizzata – affermano – non può esserci un Centro-Nord prospero”, senza dimenticare che anche nella nostra provincia e regione la criminalità organizzate ormai è fortemente presente, come ci ricordano anche i gruppi territoriali di libera”.

“I Vescovi poi ricordano la possibilità di una ‘preoccupante deriva’: “il lavoro in Italia manca. Una scarsità che porta sempre più persone, impaurite dalla prospettiva di perderlo o di non trovarlo, a condividere l’idea che … dignità, diritti, salute finiscono così in secondo piano – aggiunge don Cristiano -. Si tratta di una deriva preoccupante messa in moto dal perdurare di una crisi economica stabilmente severa, da una disoccupazione che tocca diversi segmenti anagrafici e demografici (i giovani, le donne e gli ultracinquantenni), e da un cambiamento tecnologico che da più parti viene definito in termini di ‘quarta rivoluzione industriale'”.

“Rispetto a questa situazione, non sfugge la pertinenza del richiamo alla comune responsabilità degli imprenditori, lavoratori, istituzioni sociali e politiche formulata nell’Evangelii gaudium, e ripresa nel messaggio al Forum economico mondiale di Davos – conclude il direttore dell’Ufficio per la Pastorale Sociale e del Lavoro della Diocesi di Bergamo -. Si ribadisce una comune responsabilità con la quale fare i conti: il lavoro, che ci sia o meno, tracima e invade le vite delle persone, appiattisce il senso dell’esistenza, così che chi non aderisce a questa logica viene scartato, rifiutato, espulso. “Ecco la responsabilità che tutti ci troviamo a condividere: l’incapacità di fermarci e tendere la mano a chi è rimasto indietro”. Nella nostra diocesi anche quest’anno ci saranno moltissime possibilità di incontro sia a livello diocesano che a livello di singole parrocchie con associazioni e gruppi, ci ingaggeranno per regnare, discernere, scegliere e porre delle azioni concrete. A noi saperle cogliere o pensare illusoriamente che prima o poi tutto tornerà apposto”.

Locandina I maggio 2016 (1)

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