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Le case di Longaretti come cornici delle sue tele

La mostra allestita fino al 30 aprile nella Sala Carbonari del palazzo comunale di Seriate suggerisce al visitatore un percorso insolito e interessante, per cenni e allusioni visive, attraverso gli spazi abitati da Trento Longaretti.

Quanto contano i luoghi per un artista? Quanto incide il contesto sull’ispirazione? Che cosa ci dicono la casa e lo studio di un pittore sulle sue scelte di gusto e la sua visione del mondo?

La mostra allestita fino al 30 aprile nella Sala Carbonari del palazzo comunale di Seriate suggerisce al visitatore un percorso insolito e interessante, per cenni e allusioni visive, attraverso gli spazi abitati da Trento Longaretti, la residenza in Borgo Canale, la casa in Valtesse progettata per lui da Sandro Angelini, la casa di Corniglia, in Liguria.

Sono luoghi di vita e di condivisione di affetti, arredati con mobili, quadri, sculture che rappresentano la rete di legami, reale e ideali, che Longaretti ha intessuto nel corso della sua esistenza di artista e di professore d’Accademia.

Trento Longaretti

Una selezione di questi lavori, di autori italiani ed europei, e alcuni dello stesso Longaretti compresi alcuni mobili da lui progettati negli anni Quaranta, sono stati impaginati sui due piani della sala Carbonari dalla figlia Serena Longaretti, architetto e in certo senso “co-protagonista” della mostra: vari pannelli illustrano le occasioni di collaborazione di padre e figlia in progetti e allestimenti per la realizzazione di architetture e format espositivi.

Alle pareti scorrono dipinti di amici e compagni di strada, come Ennio Morlotti e Bruno Cassinari, del maestro Aldo Carpi, di autori cui si sentiva legato per averne condiviso un tratto della ricerca, o il gusto, o perché era loro vicino per via di impalpabili affinità elettive: così la rassegna mette in fila tele, grafiche, disegni di Filippo de Pisis, Achille Funi, Mario Sironi, Afro Basaldella, Gianfranco Ferroni, Georges Rouault, Marc Chagall, Francisco Goya, Zoran Music, Odilon Redon, ma anche sculture di Umberto Mastroianni, Mario Negri, Virginio Ciminaghi, Giacomo Manzù, Attilio Nani e di molti altri ancora.

Non mancano alcuni dipinti antichi di pregio a soggetto sacro e profano, del XVI e XVII secolo, di scuola francese, spagnola e d’area lombarda.

Si distinguono, in numero assai ridotto ma come presenza diffusa nel repertorio selezionato, alcuni oli e disegni di Longaretti, quasi un dialogo a più voci che lascia intendere quanto questi artisti si siano tra loro “guardati” lungo l’arco dello scorso secolo. E “un’esposizione ricca di materiali molto variegati – sottolinea la co-curatrice Silvia Carminati – per restituire la complessità della casa di un pittore”, oltre che appunto per approfondire l’analisi del suo operare artistico.

Fotografie e disegni di architettura aiutano il visitatore a ricostruire la storia dei luoghi e a figurarsi spazi e ambienti domestici, di studio, di archivio. Così, della casa in Borgo Canale si scoprono i segreti delle varie epoche, con parti che risalgono a 2000 anni fa, della dimora progettata da Angelini si ammirano le soluzioni ingegnose e originali, della casa di Corniglia, affacciata su uno scorcio incantevole delle Cinque terre, si ammirano la storia e la struttura.

Decisamente, una mostra che racconta Trento Longaretti in un modo diverso, ma che dice anche qualcosa circa la storia dell’arte e il gusto del collezionismo così come si sono definiti nel nostro Novecento.
La mostra è aperta nei seguenti orari: da mecoledì a sabato dalle 16 alle 19.

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