BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Caso Regeni, gli egiziani a Bergamo: “Buoni rapporti in Italia, non rovinateli”

Abbiamo chiesto ad alcuni egiziani residenti a Bergamo cosa ne pensano della morte del ricercatore italiano.

Più informazioni su

Sono stati giorni particolarmente caldi quelli che in Egitto hanno seguito la morte di Giulio Regeni, il giovane ricercatore italiano dell’Università di Cambridge rapito il 25 gennaio 2016 e ritrovato il 3 febbraio successivo in un fosso lungo la strada del deserto Cairo-Alessandria, alla periferia del Cairo.

In particolare, l’ambigua presa di posizione del Governo egiziano ha fatto scaturire una crisi diplomatica e la situazione dei rapporti Roma-Cairo potrebbe peggiorare.

Intanto la comunità egiziana di Bergamo cosa pensa della morte del ricercatore italiano?

Bergamonews ha provato a  sentire alcuni pareri trovando soprattutto pizzaioli o titolari di locali in città, anche se solo pochi si vogliono esprimere e fornire le proprie generalità complete. In ogni caso un po’ il polso della situazione si capisce.

Per esempio è chiara la volontà di non rovinare il rapporto con gli italiani. “Sono rimasto colpito da questo evento – afferma Abdalla – I rapporti fra egiziani ed italiani sono sempre stati ottimi, gli italiani sono fratelli per me. Ho studiato in Egitto e ho trovato lavoro in Italia, conosco bene entrambe le realtà. Ho ricevuto un’ottima accoglienza qui e la mia porta sarà sempre aperta per voi”.

Interessante anche la testimonianza del titolare della pizzeria ‘Numero Uno’: “Non so di preciso cosa abbia portato alla morte di Regeni. La dura legge egiziana è stata in questo caso troppo severa, ma è in generale necessaria per evitare situazioni di caos quali quelle siriane ed irachene. Io sono per la pace e desidero una realtà in cui cristiani e musulmani possano vivere in armonia.”

Angelo, titolare del ristorante pizzeria ‘Charlot’, aggiunge: “Credo che quanto detto dal governo egiziano sia la verità. Non perché io lo sappia con certezza, ma perché nessuno vuole prendere in giro nessuno e il governo egiziano è sempre stato in pace con l’Italia”.

Taha Diaa Zakaria Ragab della pizzeria ‘Il Capriccio’, dice invece: “Se è andato in Egitto per studiare deve sapere che ci sono posti in cui non deve andare. Ci sono luoghi in cui studiare, in cui divertirsi e posti da cui è meglio stare lontani. Io in Italia penso mille volte a dove mettere piede perché sono in un Paese straniero”. E prosegue: “Non so se lui abbia fatto qualcosa di sbagliato, ma nel Corano c’è scritto che se si uccide un innocente è come se si avesse ucciso tutto il genere umano. Comunque mi dispiace davvero per ciò che è successo e spero che si trovino al più presto le risposte”.

Scende nel dettaglio Alì Adel, che così ha analizzato la dimensione socio-politica dell’accaduto: “La cosa è stata ampiamente gonfiata da giornali e giornalisti, che spesso hanno altro tipo di interessi. Se è cominciata come un affare tra i due Governi, ora sta riscaldando gli animi dei cittadini; allo stesso modo, anche i politici lo usano per i propri scopi personali. E’ un vero peccato, aggiunge “perché i rapporti tra Italia ed Egitto sono sempre stati ottimi.

Alì avanza un’ipotesi riguardo alla morte del ragazzo: “Quel giorno era presente in Egitto una delegazione italiana: di certo, i servizi segreti egiziani, per quanto terribili, non sarebbero stati così stupidi da lasciare il corpo sul ciglio della strada alla luce del giorno. Probabilmente l’Opposizione dei Fratelli Musulmani vuole ledere i legami tra i due paesi: ma io condanno fermamente questo tipo di integralismo. In ogni caso, non si potrà mai sapere con certezza la dinamica dell’accaduto; ciò che è certo è che sono in gioco interessi ben più grandi.

Le parole, le frasi delle persone che hanno accettato di rilasciare una dichiarazione mostrano chiaro che il desiderio della comunità egiziana della città di Bergamo è quello di una convivenza pacifica, libera da ogni tipo di disordine.

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.