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Bergamo, Lega all’attacco: “Clandestini a S. Lucia? Cittadinanza all’oscuro”

Alberto Ribolla e Luisa Pecce, rappresentanti del Carroccio in consiglio comunale, interrogano l'amministrazione sul possibile arrivo di richiedenti asilo in uno stabile del quartiere Santa Lucia: “I residenti non stati minimanente coinvolti”.

La notizia del possibile arrivo di alcuni richiedenti asilo nel quartiere di Santa Lucia a Bergamo ha scatenato l’immediata reazione della sezione cittadina della Lega Nord che, puntualmente, ha presentato un’interrogazione per fare chiarezza sulla questione.

“Nei scorsi giorni – dichiarano Alberto Ribolla, Capogruppo Lega Nord in Consiglio Comunale e Vice Segretario Cittadino, e Luisa Pecce, Consigliere Comunale – abbiamo saputo che nel quartiere di S. Lucia in città, e precisamente in via S. Lucia n. 2, in uno stabile di proprietà degli Istituti Educativi, sarebbero in arrivo degli immigrati irregolari richiedenti asilo, oggi in Italia come clandestini.

Le reti sociali e l’amministrazione Gori, che tanto parlano di trasparenza e partecipazione, non hanno minimamente coinvolto i residenti. La decisione sarebbe stata presa con la complicità del parroco di S. Lucia, che ancora una volta fa capire come, talvolta, alcuni componenti della Chiesa pensino più a chi arriva clandestinamente nel nostro paese (nel completo dispregio delle leggi) che ai propri cittadini.

Sappiamo infatti di famiglie bergamasche in difficoltà (anche nel quartiere) che hanno chiesto aiuto alla Caritas e le loro richieste sono rimaste inascoltate”.

Ecco perchè i rappresentanti del Carroccio in Consiglio Comunale hanno scelto la via dell’interrogazione: “Interroghiamo l’amministrazione per chiedere se sia fondata la notizia e per quale motivo i cittadini non sarebbero stati coinviolti e se sia possibile che gli arrivi, stimati in 5-6 unità, possano poi aumentare, occupando tutto lo stabile (si parla di circa 40 posti)”.

Parallelamente, però, la sezione cittadina della Lega Nord si è attivata organizzando un volantinaggio nel quartiere: “Siamo fermamente contrati all’accoglienza diffusa dei clandestini per i pesanti costi economici e sociali che comporta – concludono Ribolla e Pecce – Si tratta, di fatto, di un’invasione organizzata. Metteremo in campo tutte le iniziative possibili per coinvolgere la cittadinanza e per far sì che il quartiere non diventi l’ennesimo hotspot per clandestini”.

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