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Bim: sei milioni di interventi nel 2016

Per i prossimi mesi interventi in Valle Brembana per 2.960.000 euro; in Valle Seriana 2.960.000 euro; in Valle Imagna 1.040.000 euro; in Valle San Martino 640.000 euro e nelle Zone Rivierasche 400.000 euro.

Si è svolta nella mattina di sabato 23 aprile nella Sala degli Angeli della Casa del Giovane, a Bergamo, l’assemblea Generale Ordinaria del Consorzio BIM del Lago di Como e dei fiumi Brembo e Serio.

Alla presenza di 73 Comuni su oltre 120, si sono dipanate questioni importanti della vita dell’ente, che svolge un ruolo determinante per tutelare il patrimonio montano e promuovere lo sviluppo dei paesi che vi sono perimetrati. Come ente pubblico funzionale non economico, il Consorzio BIM gestisce il sovra-canone, cioè l’indennizzo per l’uso dell’acqua per la produzione di energia idroelettrica. Quindi, si occupa della valorizzazione di questa risorsa, attraverso politiche di investimento, in favore dei territori di competenza, risorse che altrimenti sarebbero disperse, sia in termini finanziari sia in termini di iniziativa progettuale, tra una pluralità di enti.

Ad aprire i lavori il presidente Carlo Personeni, che ha letto la sua relazione, ricevendo unanime consenso. In particolare, ha sottolineato come il Collegato Ambientale, dopo due anni di iter parlamentare, sia diventato legge il 22 dicembre 2015.
“Federbim è soddisfatta e i Consorzi BIM appagati – ha affermato Personeni – non solo perché il lavoro di pressing nel presentare ai vari parlamentari proposte di legge, bozze di emendamenti, nel sollecitare l’intergruppo parlamentare per lo sviluppo della montagna e aver monitorato costantemente i lavori parlamentari è stato efficace, ma soprattutto perché finalmente oggi Federbim può dichiarare di aver raggiunto un altro traguardo rilevante. Infatti, l’art. 62 del collegato unifica il sovra canone, parificando le grandi derivazioni (superiori a 3000 kW) alle piccole (inferiori a 3000 kW di potenza nominale media); pertanto, oggi, tutte le derivazioni d’acqua che producono più di 220 kW di potenza nominale media vengono assoggettate ad un’unica tariffa, pari a 30,43 Euro per kW. Questo permette al nostro Consorzio di introitare quest’anno circa 163.000 euro in più, oltre a 135.000 euro sui sovra canoni della legge 228/2012”.

Sottolineato anche come il Collegato Ambientale introduca per la prima volta una strategia nazionale della Green Community. Si individua il valore dei territori rurali e dei territori montani, onde valutare lo sfruttamento, in modo equilibrato, delle risorse disponibili (acqua, boschi, paesaggio,…).

“Pertanto, una nuova e sostanziale visione nella gestione dell’ambiente – ha continuato Personeni – Infatti, sono previste novità importanti a supporto del dissesto idrogeologico, anche con l’istituzione di un fondo per la mitigazione dei rischi idrogeologici. Inoltre, risorse per programmi sperimentali “scuola-lavoro”; incentivi alla raccolta differenziata (traguardo minimo: 65%); remunerazione dei sistemi ecosistemici e ambientali, tra cui quella del carbonio e delle foreste demaniali, delle qualità paesaggistiche; e utilizzazione di proprietà demaniali e collettive, e tanto altro”.

Comunicate in assemblea anche i tanti attacchi portati da Asso Elettrica, Asso Rinnovabili e Asso Idroelettrica, che continuano a contestare quanto ottenuto con la Legge 221/2015 all’art. 62 sulla parificazione del sovra canone. Queste associazioni di produttori fanno fatica ad accettare la parificazione del sovra canone, malgrado i loro già ingenti redditi. Comunque, Federbim ha smontato puntualmente le contestazioni fatte dai rappresentanti nazionali della categoria dei produttori idroelettrici.

Annunciato in assemblea il protocollo d’intesa sottoscritto con tre Comunità Montane Valle Brembana, Valle Seriana, Valle Imagna, per la valorizzazione del Sistema delle Valli Orobiche bergamasche e l’individuazione di strategie comuni sulle aree interne. La finalità del protocollo è quella di realizzare un percorso condiviso e globale per l’individuazione delle criticità territoriali, finalizzato all’individuazione di strategie di sviluppo territoriale nell’ambito di azioni di rete locale. Il Consorzio BIM concorre con un contributo a fondo perduto di 25.376 euro.

Approvato dall’assemblea il nuovo Statuto del Consorzio, come pure la cessione a Federbim di quote della società “Il Montanaro”.

Grande soddisfazione da parte dell’assemblea alla presentazione del bilancio di previsione 2016 e del bilancio pluriennale 2016-2018, approvato all’unanimità. Ai Comuni delle Comunità Montane e ai Comuni Rivieraschi il Consorzio BIM conferma anche per il 2016 due milioni di fondo perduto per le zone: 37% C.M. Valle Brembana 740.000 euro; 37% C.M. Valle Seriana 740.000 euro; 13% C.M. Valle Imagna 260.000 euro; 8% C.M. Valle San Martino 160.000 euro; 5% Zone Rivieraschi 100.000 euro. Ma la grande novità consiste nel mettere a disposizione alle zone altri sei milioni di euro, esclusivamente per interventi: C.M. Valle Brembana 2.220.000 euro; C.M. Valle Seriana 2.220.000 euro; C.M. Valle Imagna 780.000 euro; C.M. Valle San Martino 480.000 euro; Zone Rivieraschi 300.000 euro.

Quindi, un anticipo ingente di risorse che, sommate alle prime competenze 2016, complessivamente permettono di poter gestire fin dal 2016: C.M. Valle Brembana 2.960.000 euro; C.M. Valle Seriana 2.960.000 euro; C.M. Valle Imagna 1.040.000 euro; C.M. Valle San Martino 640.000 euro; Zone Rivieraschi 400.000 euro.
Il recupero dell’anticipo disponibile fin dal 2016 avverrà nel 2017 per 4 anni fino al 2020. Tutto ciò sta a significare sostanzialmente che fino al 2020 (quindi per 6 anni e non solo per 3 anni) il Consorzio BIM destina alle Comunità Montane e ai Rivieraschi a fondo perduto ben 12 milioni di euro. Le Comunità Montane che non dovessero programmare gli investimenti entro il 2016 non perdono i contributi, ma l’opportunità di anticipare di quattro anni opere di investimento. Indispensabile, quindi, una programmazione territoriale.

Segnalato, poi, in assemblea come nel 2015, il Consorzio ha erogato a fondo perduto ben 105.262,87 euro, per sostenere i Comuni a coprire la differenza pari al 20% che la Regione Lombardia non eroga per il dissesto idrogeologico .

“E’ importante che vi sia una “strategia nazionale per le aree di montagna” e non solo per le aree interne – ha concluso il presidente del Consorzio BIM Carlo Personeni – Le aree che necessitano di un occhio di riguardo devono essere quelle in cui si registra una più marcata diminuzione demografica e che presentano problemi strutturali di accessibilità. È altresì fondamentale dare concreta attuazione alla remunerazione dei servizi ecosistemici e ambientali previsti dal Collegato Ambientale. Queste potenziali risorse possono essere gestite dai Consorzi BIM, i quali da oltre 60 anni si adoperano per lo sviluppo socio-economico dei territori di montagna, e, in particolare, nel corso degli ultimi anni, hanno dimostrato capacità e intraprendenza, sviluppando grandi opportunità nei territori di competenza d’intesa coi Comuni. Il Consorzio BIM deve continuare a mantenere rapporti di ampia collaborazione con tutte le autorità e associazioni territoriali. Deve continuare a promuovere attività e iniziative volte allo sviluppo sostenibile e alla valorizzazione di tutte le risorse territoriali, nonchè dell’occupazione. Una “montagna” in grado di accogliere, e che deve guardare al futuro delle nuove generazioni, deve ovviamente valorizzare idee innovative. I nostri territori montani e parzialmente montani devono tornare ad essere un bacino di risorse, promuovere una nuova economia sostenibile; risorse magari specifiche, come puntare sull’agricoltura, sul rilancio turistico, sulla ripresa dei mestieri tradizionali e delle piccole attività artigianali. Insomma, bisogna migliorare la competitività, la prosperità e la coesione delle zone montane. Certo, la montagna non ha grandi numeri, ma non per questo devono esistere cittadini di serie diverse tra ambiti territoriali. La montagna italiana ha bisogno non di assistenzialismo, ma di buone politiche d’investimento, onde poter sviluppare il ricco patrimonio disponibile di risorse che la contraddistinguono e che, ben sfruttate o adeguatamente indennizzate, possono generare una nuova e virtuosa fase di crescita economica e sociale. In una parola “Giustizia per la montagna”.

Presentato all’assemblea una proposta del nuovo Statuto del Consorzio (ai delegati è stato chiesto di presentare osservazioni entro trenta giorni) e approvata, dopo illustrazione del vice-presidente Marco Milesi, la cessione a Federbim di quote della società “Il Montanaro”.

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