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“Le imprese devono crescere, in modo sostenibile e con competenze specifiche” fotogallery

Le assemblee congiunte della Piccola Industria e del Gruppo Giovani di Confindustria Bergamo, che si sono svolte giovedì 20 aprile all’Ospedale Papa Giovanni, puntano alla crescita delle piccole e medie imprese, ma in modo sostenibile, sia dimensionalmente che culturalmente, in linea con le raccomandazione dell’analisi Ocse.

Migliorare le competenze dei lavoratori, liberare il potenziale d’innovazione, aumentare la competitività delle Pmi e incrementare l’attrattività del territorio.

Parte dalla sintesi dell’analisi territoriale dell’Ocse la voglia di crescita delle imprese bergamasche. Una crescita sostenibile, attenta quindi all’ambiente in cui si sviluppa, sia per dimensioni sia culturalmente, avvalendosi di strumenti e competenze specifiche.

“Ci stiamo allenando a crescere con scintille di innovazione, vogliamo alzare lo sguardo verso nuovi confini” sottolinea Marco Manzoni, presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Bergamo.

Il passaggio generazionale? Non è un obbligo, anzi qui si cerca la sinergia tra saggezza imprenditoriale degli imprenditori senior e il desiderio di allenare il coraggio dei giovani che in azienda puntano a battere nuovi percorsi.

“Bergamo è la seconda provincia industriale d’Europa – osserva Giancarlo Losma, presidente della Piccola Industria di Confindustria Bergamo –. La sua capacità di cogliere le sfide del futuro, legate alla cultura, alla green economy e alle nuove tecnologie è fonte di importanti ricadute sul territorio, sulle sue imprese e sulla popolazione residente”.

Non mancano le testimonianze, come quella di Stefano Sostero, direttore di Italian Private Debt fund Muzinich & Co. che rimarca come serva “Lungimiranza che si sposa alla capacità di aprirsi al fornitore di capitale. Società come le nostre, rispetto al mestiere delle banche che puntano più a concentrarsi alla finanza, guardano alle imprese che fremono per crescere”.

In tema di forte espansione, cade a pennello l’esperienza di Andrea Giustini, presidente di Eco Eridania Spa che rimarca: la voglia di crescere dell’imprenditore deve essere in sintonia con i manager e alcune figure che abbiamo cercato e messo al posto giusto. Non è stata solo l’apertura del capitale a farci crescere, negli ultimi anni abbiamo realizzato dieci acquisizioni, ma serve saper scrivere ottime regole per il patto parasociale e mantenere l’anima e la passione dell’imprenditore”.

Sul passaggio generazionale è intervenuto Gianni Fuolega, partner e amministratore delegato di Kleros Srl che ha rimarcato come sia necessario: “individuare bene le caratteristiche della famiglia, comprendere le singole posizioni, capire le volontà e gli obiettivi dei diversi componenti è da qui che poi si può capire come muoversi nel tipo di società, nella sua forma giuridica, quindi la composizione societaria e la struttura del patrimonio. Da qui si può poi comprendere se sia necessario vendere o continuare nell’attività dell’azienda”.

Anche se c’è chi in azienda ci cresce e raccoglie il testimone con grinta e passione, come Mario Ubiali, amministratore delegato della Zinco Service Srl, manager Gimeco Impianti Srl.

“Impresa familiare e management sono un falso conflitto. Io vengo da una famiglia che ha creato aziende che poi abbiamo venduto e riaperto altre imprese – sottolinea Ubiali -. Per sopravvivere nel mercato le aziende familiari devono condividere lo stesso obiettivo e navigare nella stessa direzione”.

Ubiali invita a guardare la propria azienda come ci si guarda nudi al mattino nudi davanti ad uno specchio: “è un esercizio gesuitico, ma serve per osservare i propri difetti e comprendere i propri limiti. È da questi che poi si guarda avanti, magari per comprendere che per navigare in un mare più ampio sia necessario avere una barca più grande. Si perde la leadership, ma si solcano oceani”.

Poi per due ore Oscar di Montigny, amministratore delegato Mediolanum Comunicazione, incanta la platea degli industriali bergamaschi con visioni sul futuro, in un viaggio esaltante alla scoperta di nuove strategie di marketing, sensibilità dei Paesi lontani, strategie di sviluppo.

In fondo il cerchio si chiude e tutto torna al punto d’inizio, quando Ercole Galizzi, presidente di Confindustria Bergamo, ricordando che la terra orobica è la seconda manifattura d’Europa, invita tutti a “stimolare le imprese, perché la crescita delle imprese è sviluppo per il Paese. E per guardare lontano si deve salire sulle spalle dei giganti. Senza paura. Bisogna avere sete di contaminazione, di aggregazione, per creare percorsi comuni e nuove possibilità”.

A chiudere i lavori ci pensano Alberto Baban, Presidente Nazionale Piccola Industria Confindustria, e Marco Gay, Presidente Nazionale Giovani Imprenditori Confindustria che quasi all’unisono affermano: “Nel mondo c’è molta voglia di Italia, dei nostri prodotti. A tutti gli imprenditori suggeriamo di credere in quel che sapere fare e fatelo al meglio”.

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