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Bergamo, nel bilancio centomila euro per piccole imprese commerciali

Passa con 21 voti favorevoli della maggioranza e dieci contrari (le opposizioni) il bilancio 2016. Oltre 600 pagine di cifre, impegni di spesa, accantonamenti, entrate. Tredici ore è durata la maratona in consiglio comunale per approvare i conti del Comune di Bergamo.

Tredici ore per illustrare ed approvare il bilancio del Comune di Bergamo sembrano molte. Tante. Ma forse il rito degli interventi, a volte lunghissimi, serve a dimostrare che c’è un luogo deputato alla democrazia che interessa le tasche dei bergamaschi.

Si è chiusa nella serata di mercoledì 20 aprile, alle 20, la maratona per approvare il bilancio 2016 del Comune di Bergamo. Oltre seicento pagine di cifre, entrate, impegni di spesa, accantonamenti. Forse anche per commentare questo malloppo redatto dagli uffici di Palazzo Frizzoni, alcuni assessori e consiglieri comunali si sono dilettati in commenti che non possono passare inosservati.

C’è “l’effetto wow” dell’assessore Stefano Zenoni a rimarcare che il Comune di Bergamo non alzerà le tasse, gli “spilli” intesi come suggerimenti di Danilo Minuti della Lista Tentorio all’amministrazione, l’accusa di Andrea Tremaglia (Fratelli d’Italia) di “eterno pessimismo” nei confronti di Davide Rosa (Lista Tentorio), c’è il “perimetro finanziario inalterato alla cultura” dell’assessore Nadia Ghisalberti, la sensibilità di Marco Brembilla, assessore ai lavori pubblici, che si inalbera quando qualcuno definisce “ufo” il padiglione turistico che si sta realizzando in piazzale Marconi, per finire con “l’astensionismo consapevole” di Marcello Zenoni, capogruppo del Movimento 5 Stelle.

Insomma, chicche che servono a decorare i conti di Palazzo Frizzoni, che poi sono quelli dei cittadini: ossia i nostri.

Se il merito di questo bilancio, passato al setaccio dagli operosi dipendenti Comunali, va all’assessore Sergio Gandi che difende a spada tratta anche le più aree critiche, I conti tornano e mettono in chiaro che il Consiglio Comunale di Bergamo è davvero l’arena politica del confronto di una vera democrazia. Su Casa Suardi, il già primo cittadino Franco Tentorio non ha lasciato cadere gli attacchi che l’attuale maggiornanza, ai tempi del suo mandato all’opposizione, aveva rivolto sulla possibile vendita dello stabile in piazza Vecchia.

“Allora servivano I soldi per far quadrare I conti in mezzo a tagli che non lasciavano scampo – osserva Tentorio –. Oggi Casa Suardi ospita le aule del liceo classico Sarpi. Un po’ poco per chi mi aveva attaccato su un edificio di pregio nel cuore della città. Leggere 600 pagine del bilancio non è mai stato facile, ma abbiamo svolto il nostro compito di controllo, di stimolo e di proposta. Ogni momento di questo impegno politico a servizio della città non può che farci piacere. C’è da parte mia solo il rammarico perché questi soldi, di cui oggi disponete per misure prese dal Governo, non siano stati dati in passato”.

L’altro attacco all’amministrazione comunale è su Sant’Agata. Ed è allora che entra in campo il sindaco Giorgio Gori che spiega: “Il Sarpi lascerà Casa Suardi a fine anno scolastico, abbiamo ben altri progetti per valorizzare un edificio in un’area di prestigio come piazza Vecchia. Su Sant’Agata stiamo lavorando e siamo in attesa di una direttiva del Ministero dell’Istruzione. Se una parte dell’edificio potrebbe andare al Circolino, l’altra ala vorremmo fosse riservata al Conservatorio”.

Se il bilancio sono numeri, non si deve però dimenticare che a molti di questi corrispondono voci come l’impegno verso il sociale, come rimarca l’intervento dell’assessore Maria Carolina Marchesi, o per quanto riguarda lo sport l’assessore Loredana Poli.

Tra le pagine del bilancio trova voce anche un capitolo con 100mila euro a favore di piccole e medie imprese commerciali.

E sul commercio è proprio il sindaco Gori ad intervenire: “Negli ultimi anni il centro di Bergamo ha subito un pesante colpo dovuto ad una congiuntura economica sfavorevole e per alcune scelte pessime di altre amministrazioni dei paesi limitrofi che hanno consentito di creare grandi complessi commerciali all’esterno della città – annota Gori -. Da un recente studio è emerso che i residenti in città spesso si recano in periferia per gli acquisti. Sentiamo che dobbiamo dare alle attività commerciali, riscrivendo o rimuovendo delle regole obsolete più adatte ad attrarre grandi firme. Attualmente le superfici dei negozi in centro non possono superare i 400 metri quadrati. Stiamo riscrivedo nuove regole per il commercio, stenderemo un piano accompagnato anche da una ricerca sulla mobilità e sulla sosta, coinvolgendo le associazioni di categoria, il distretto del commercio, dando più forza alla rappresentanza di quel settore”.

Certo non sono mancati gli interventi agguerriti di Alberto Ribolla, capogruppo della Lega Nord, e di Stefano Benigni di Forza Italia.

“In questi due anni avete aumentato le tariffe dei bus, delle mense scolastiche e sbagliato la previsione sulle multe, ma non si sono visti investimenti – rincara Ribolla -. Non abbiamo avuto nessuna risposta sull’agevolazione Imu. Registriamo una forte situazione di degrado che non ha risposta, avete presentato un bilancio vuoto e piatto”.

Stefano Benigni, capogruppo di Forza Italia attacca l’assessore Marchesi sui servizi sociali: “Per i giovani e il lavoro, serve un iter più competitivo. Padova lo ha fatto con il progetto sessanta giovani per sessanta imprese, mentre sulla realizzazione delle opere pubbliche non avete ancora detto con che cosa le pagherete. Su Italcementi abbiamo assistito al valzer dell’ipocrisia”.

Insomma, c’è n’è per tutti. Poi il voto: 21 favorevoli e dieci contrari. Alla fine i conti tornano, anche nei numeri della votazione.

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