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Un’app di giochi per aiutare bimbi dislessici: la studia un team con 2 bergamaschi

Sei studenti del Politecnico di Milano stanno sviluppando un'applicazione che possa aiutare i bambini affetti da Disturbi Specifici dell'apprendimento: un progetto ancora nelle fasi iniziali che richiede anche il vostro aiuto, tramite la compilazione di un questionario.

Il progetto è ambizioso e lungimirante e potrebbe rivelarsi uno strumento preziosissimo per tutte quelle famiglie con figli affetti da Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) quali dislessia, disgrafia, discalculia, disortografia o disprassia: ci sono anche due ragazzi bergamaschi, Luca Gipponi e Lorenzo Marchesi, nel team di sei studenti di Design della Comunicazione del Politecnico di Milano che sta lavorando ad un’applicazione gratuita che permetta ai bambini con questo tipo di problemi di migliorare le proprie capacità tramite dinamiche di gioco non stressanti.

Il tutto è nato in ambito accademico con la richiesta di creare un’applicazione in grado di raccogliere dati utili a scopi di ricerca: “Ci siamo orientati su questo campo specifico perchè a nostro avviso è un argomento poco trattato e sul quale mancano informazioni – spiega Giulia Landoni, un’altra componente del gruppo di lavoro – Abbiamo pensato a un’app che potesse servire in modo pratico alle persone affette da questi disturbi e, in particolare, ci siamo concentrati sui bambini: è quella, infatti, l’età in cui è più facile intervenire”.

app

L’applicazione allo studio degli studenti sarà gratuita, in controtendenza rispetto a quelle dello stesso genere già presenti sul mercato, e sfrutterà soprattutto dinamiche di gioco non stressanti: “L’aspetto ludico è importante, vogliamo lasciare fuori esercizi come lettura temporizzata o caccia all’errore, strutturando l’app come un gioco tramite il quale il bambino potrà accumulare dei crediti spendibili poi su shop online dedicati, all’interno o all’esterno dell’applicazione. Ma questo dipende soprattutto da eventuali finanziamenti che riceveremo. All’interno, invece, ci piacerebbe implementare l’app con software molto utili come quelli che leggono ad alta voce per il bambino e aiutano nella scrittura”.

All’interno dell’applicazione anche una specie di diario dove il bambino potrà annotare e memorizzare date ed eventi importanti, andando a lavorare così anche sulla memoria.

Al momento tutto è ancora nel campo della teoria, con il progetto che è partito solamente da un paio di settimane: ciò di cui hanno bisogno, in questa prima fase, è la collaborazione di chi vive ogni giorno a contatto con queste realtà e per questo hanno predisposto un questionario, indirizzato soprattutto alle famiglie, dal quale sperano di ricavare dati utili a incanalare nella giusta direzione le attività che verranno poi proposte all’interno dell’applicazione.

“Parallelamente ci stiamo già muovendo con associazioni che già sostengono questo tipo di problematiche – continua Giulia – Dal questionario, ovviamente anonimo, proviamo a capire se la scuola supporta o meno le DSA, se i genitori in casa hanno già dei supporti informatici, se portano avanti ricerche personali e se pensano che un’applicazione simile possa essere utile. Oltre ad aiutare i bambini vorremmo che i dati ricavati possano aiutare la ricerca sui loro processi cognitivi, aiutandola a sviluppare poi percorsi dedicati”.

Se avete esperienza in questo campo e volete sostenere il progetto prendetevi giusto un paio di minuti per compilare il questionario: https://docs.google.com/forms/d/1xJsjfJdl9Fjh2tmUVJvLlp70eoO9BBUvE5B7tCNoZDA/viewform?c=0&w=1

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