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Ospedale San Giovanni Bianco, una lettera a Mattarella per chiedere aiuto foto

Il Presidente della Comunità Montana Valle Brembana Alberto Mazzoleni sarà ricevuto in qualità di componente del Comitato Nazionale per la Montagna e, tra le altre cose, sottoporrà all'attenzione del capo dello Stato la situazione del presidio ospedaliero della Val Brembana.

Il caso dell’ospedale di San Giovanni Bianco arriva al presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Mercoledì 20 aprile il Presidente della Comunità Montana Valle Brembana Alberto Mazzoleni è stato ricevuto in qualità di componente del Comitato Nazionale per la Montagna e, tra le altre cose, ha sottoposto all’attenzione del capo dello Stato la situazione inerente il presidio ospedaliero della Valle Brembana.

Nel frattempo, qualcosa si è mosso. E’ ormai chiara l’intenzione di dare nuova linfa all’ospedale di San Giovanni Bianco: la sopravvivenza della struttura, però, passa necessariamente da un suo ripensamento.

A tal proposito, martedì 19 aprile, il direttore generale dell’Ats Bergamo Mara Azzi e il direttore generale dell’Asst Papa Giovanni XXIII Carlo Nicora hanno incontrato i medici di famiglia e i pediatri del territorio al fine di capire le motivazioni per cui l’ospedale è così poco utilizzato, e cercare di studiare un piano per reindirizzare i cittadini.

Un primo ‘brainstorming’: un incontro conoscitivo per certificare la diagnosi e, possibilmente, trovare una cura.

Carlo Nicora, direttore dell'Ospedale Papa Giovanni

(Carlo Nicora, direttore generale dell’Asst Papa Giovanni XXIII)

Sempre da martedì 19 aprile, sono stati riattivati due posti letto per il ricovero di bambini che necessitano di trattamenti chirurgici di base; mentre, come già successo per Ortopedia, si sta lavorando nell’ottica di un potenziamento della chirurgia generale: alcuni interventi saranno infatti dirottati dalle liste d’attesa del Papa Giovanni all’ospedale di San Giovanni Bianco. Questo, ovviamente, anche per incrementare il numero dei pazienti.

Discorso diverso per la pediatria, dove attualmente operano due infermiere a tempo pieno più una part-time. Altre due saranno invece trasferite in altri reparti e quattro all’ospedale di Bergamo (dal 1° aprile il reparto chiude alle 16.30 e non fa più ricoveri).

“L’obiettivo a medio-lungo termine – aveva detto Nicora – è quello di rendere l’ospedale della Valle Brembana una sorta di ‘ottava torre’ dell’Ospedale Papa Giovanni di Bergamo”: un’arteria efficientemente connessa con il sito ospedaliero della città.

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