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Le strade costano, i cittadini pagano: mobilità sostenibile la soluzione

Lo stato di arretratezza e degrado in cui versano sia la rete stradale nazionale che gli enti di trasporto pubblico locali hanno fatto sorgere numerose discussioni in materia di mobilità alternativa.

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Lo stato di arretratezza e degrado in cui versano sia la rete stradale nazionale che gli enti di trasporto pubblico locali hanno fatto sorgere numerose discussioni in materia di mobilità alternativa. Questa situazione paradossale, infatti, non solo incide sulla qualità di vita nelle città italiane ma va anche a pesare nelle tasche dei cittadini, come dimostrano i dati recentemente pubblicati dall’associazione indipendente Openpolis in merito al costo pro-capite della rete stradale italiana.

Tra i dati più eclatanti spiccano quelli di alcuni comuni, che raggiungono dei costi pro-capite per trasporti e viabilità di quasi 6000 euro; non si tratta di eccezioni, dal momento che anche il centesimo comune in classifica arriva a 928 euro spesi nell’anno 2013. I cittadini pagano dunque di tasca propria l’incuria e la cattiva gestione delle amministrazioni locali, regionali e nazionali, con una pressione fiscale ormai insostenibile. Dato l’alto costo di manutenzione e ammodernamento della rete stradale è dunque necessario invertire la rotta promuovendo un nuovo sistema di mobilità sostenibile, sia dal punto di vista economico che ecologico. Se da un lato tutto questo non è possibile senza un corposo rinnovamento del trasporto pubblico, dall’altro serve anche la buona volontà dei cittadini a mutare le proprie abitudini, iniziando magari dal vendere l’auto usata di proprietà per iniziare ad utilizzare, laddove possibile, i mezzi pubblici o altri veicoli alternativi, come la bicicletta.

Le amministrazioni italiane, prime responsabili della mancanza di un sistema di trasporto efficiente, dovrebbero prendere esempio da alcune eccellenze europee in materia di mobilità sostenibile, come la città di Berlino.

La capitale tedesca è infatti la più fulgida dimostrazione di come si possa trasformare una frenetica metropoli in una delle città col minor tasso di autovetture sulle strade. Tutto ciò è stato reso possibile grazie ad una serie di lungimiranti investimenti nel settore dei trasporti pubblici, in particolare nello sviluppo delle linee ferroviarie urbane S-Bahn ed U-Bahn, che da sole riescono a mobilitare ogni giorno oltre 1,5 milioni di persone sui 4 milioni di abitanti residenti nell’area metropolitana di Berlino. A questi numeri, già di per sé eclatanti, si aggiunge anche quello relativo alle immatricolazioni che a Berlino si attesta sugli 1,2 milioni di veicoli. Infatti, soltanto il 56,2% dei berlinesi possiede un’auto propria, mentre la percentuale di persone che si affidano ai servizi di car sharing raggiunge incredibilmente il 13%, con un altro 10% che invece preferisce spostarsi in bicicletta sull’ampia rete di piste ciclabili urbane.

Alla luce di tali dati appare dunque evidente la necessità di ripensare il sistema di trasporto urbano italiano, investendo sulla sinergia fra la mobilità sostenibile e l’efficienza dei mezzi pubblici, in modo da ridurre il traffico su strada ed i costi a carico dei cittadini.

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Commenti

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  1. Scritto da paolo_anceschi

    Fino a qualche anno fa non pesavo potessimo imparere dei modelli di sviluppo salla Polonia. Invece guardate qui http://www.webuildvalue.com/it/atlante/polonia-citta-sostenibili-e-a-misura-d-uomo.html