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Smart manufacturing e lean production: gli insegnanti studiano la rivoluzione nelle aziende fotogallery

Nell’ambito della IX edizione dello stage promosso da Confindustria Bergamo è stata visitata la Comac che sta completando un piano di sviluppo e investimenti per le aree produttive e di riorganizzazione delle risorse umane.

Robotica, meccatronica, produzione snella, magazzini automatizzati, nuova gestione e motivazione del personale. Sono alcuni degli elementi che caratterizzano la trasformazione delle aziende di questi ultimi anni, impegnate in uno sforzo senza precedenti per restare competitive e acquisire quote di mercato in contesti internazionali sempre più complessi.

Esempi concreti di questi profondi mutamenti in corso sono stati offerti agli insegnanti degli istituti secondari di I e II grado coinvolti nella IX edizione dello stage promosso dai Giovani Imprenditori di Confindustria Bergamo sui temi “Smart Manufacturing e Lean Production” che ha l’obiettivo di accompagnare i docenti nella conoscenza delle evoluzioni tecnologiche del settore manifatturiero che stanno interessando anche il tessuto industriale bergamasco e fare il punto anche sulle applicazioni della Lean Production, il miglioramento continuo secondo il modello giapponese basato sull’eliminazione degli sprechi.

Protagonista del primo incontro sul campo la Comac di Bonate Sotto, 120 dipendenti, azienda leader negli impianti per l’imbottigliamento e l’infustellamento, che sta completando un piano di sviluppo e investimenti per le aree produttive e di riorganizzazione delle risorse umane, grazie anche all’ingresso di giovani competenze manageriali.

In calendario ci sono anche una seconda visita aziendale alla INDEVA, azienda del gruppo Scaglia specializzata nella realizzazione di manipolatori industriali e sistemi di movimentazione manuale dei carichi, prevista per il 27 aprile, e due incontri di approfondimento, uno sui principi fondamentali della lean production, in programma il 20 aprile nella sede di Forma, Sistemi Formativi Aziendali, che vedrà anche la partecipazione di Cristina Bombassei, delegata education di Confindustria Bergamo e di Massimo Onori, Servizi Confindustria Bergamo, e l’ultimo, in programma il 4 maggio, nella sede di Confindustria Bergamo, sulla fabbrica intelligente e l’impatto delle tecnologie sul lavoro del futuro, con Massimo Longhi, responsabile area innovazione Confindustria Bergamo, Mauro Sampellegrini , area innovazione Confindustria Bergamo, la testimonianza di Matteo Vavassori, di Interseals, e le conclusioni Clelia Valle, vice presidente Giovani Imprenditori Confindustria Bergamo.

Comac è dunque esempio tangibile di un profondo cambiamento che ha condotto in pochi anni questa impresa bergamasca da una visione tutta nazionale ad una visione internazionale, tanto che oggi il 95% della produzione viene collocata oltre frontiera. Creata 25 anni fa dai fratelli Giorgio e Fabio Donadoni e Giuseppe e Marco Scudeletti , realizza impianti per il processo di imbottigliamento e infustamento di birra, soft drink, acqua minerale e vino. Un ‘offerta articolata ed ampiamente adattabile sulle specifiche del cliente, in grado di far fronte alle richieste sia dei grandi produttori che dei produttori artigianali, in particolare di birra.

“La crisi – ha spiegato Giorgio Donadoni, affiancato nella presentazione e nella visita guidata dal fratello Fabio e da Stefano Gotti, responsabile lean production e schedulazione, e da Giuliana Rossini, responsabile risorse umane – è stata per noi un forte stimolo al cambiamento. Abbiamo investito in tecnologia, ci siamo attrezzati per le nuove sfide puntando sempre più sulla qualità e l’attenzione al cliente, abbiamo, per esempio, un servizio di customer satisfaction attivo 24 ore su 24, ma abbiamo mantenuto intatto lo spirito che ci ha guidato 25 anni fa: il desiderio di quattro amici di costruire insieme il loro futuro, la voglia di lasciare un segno positivo sul territorio, il rispetto e la valorizzazione di chi lavora con noi, perché, restando in tema di produzione senza sprechi, lo spreco principale è senz’altro quello dell’intelletto”.

Fra le “perle” di questa rivoluzione il nuovo ufficio meccatronica, 50 postazioni di lavoro completamente ergonomiche e adattabili alle mutevoli esigenze della giornata, il nuovo polo logistico, il magazzino verticale automatizzato, l’introduzione della cultura della lean production e una visione moderna delle risorse umane, attenta in particolare a favorire la crescita professionale.
In tempi di mondi virtuali e realtà aumentata un pressante invito a non perdere la preziosa manualità è venuto da Fabio Donadoni, che ha insistito anche sulla necessità che la scuola aiuti i giovani ad acquisire competenze trasversali quali la versatilità e l’attitudine ad imparare. Fondamentale, è stato ribadito, le conoscenze delle lingue in un ambiente sempre più internazionale.

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