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Referendum trivelle, Gabrieli: “Mi astengo, l’Italia ha bisogno di energia” foto

Nel dibattito che Bergamonews ha lanciato sul referendum di domenica 17 aprile, quando i cittadini saranno chiamati al voto popolare sulle trivellazioni, diamo spazio a Gianmarco Gabrieli, politico e industriale, che spiega le proprie ragioni sull'astensione al voto.

Nel dibattito che Bergamonews ha lanciato sul referendum di domenica 17 aprile, quando i cittadini saranno chiamati al voto popolare sulle trivellazioni, diamo spazio a Gianmarco Gabrieli, politico e industriale, che spiega le proprie ragioni sull’astensione al voto. 

“L’eventuale vittoria del Sì al referendum comporta la chiusura di piattaforme che per l’85% estraggono gas metano, corrispondenti al 3% del fabbisogno nazionale, con la conseguenza di doverne aumentare le importazioni da paesi instabili come la Russia e di aggravare la situazione occupazionale, in quanto alcune migliaia di persone perderebbero il posto di lavoro – scrive Gianmarco Gabrieli -. Sono quindi contrario nel merito di questo referendum perché sono a favore di una politica industriale che ci permetta di essere più indipendenti energeticamente dall’estero e che tendenzialmente sia sempre più sostenibile , non solo dal punto di vista ecologico ma anche economico. Ritengo inoltre che lo strumento referendario debba essere utilizzato per chiamare gli elettori su grandi scelte e non su temi eccessivamente tecnici e puntigliosi che ne sminuiscono il valore dello strumento stesso e quindi, essendo contrario anche nella forma della proposta, in maniera consapevole, libera e democratica ho deciso di astenermi dal voto”.

Commenti

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  1. Scritto da planets

    non cambiera’ nulla col referendum sulle trivelle, qualunque sara’ l esito i petrolieri continueranno ad agire indisturbati, fregandosene di leggi e regole. Rimane pero’ una questione da non sottovalutare, l importanza di avere a disposizione uno strumento come il referendum, che fa parte delle conquiste sociali faticosamente acquisite. La democrazia non è un diritto e va tenacemente protetta, è un privilegio che a tante popolazioni non è concesso…è un lusso.