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La difesa: “Bossetti non era con Yara la sera in cui fu uccisa” fotogallery video

“Difficile stabilire che l’imputato e la vittima quella sera si trovavano nello stesso luogo”.

Luigi Nicotera, perito informatico e consulente della difesa di Massimo Bossetti, ha deposto nel corso dell’udienza di venerdì 15 aprile del processo per il delitto di Yara Gambirasio.

Nicotera, di fronte alla corte d’Assise, ha parlato degli accertamenti effettuati sui telefoni cellulari di Yara e Bossetti.
L’esperto ha analizzato le tracce delle celle telefoniche del 26 novembre 2010, la sera del delitto della tredicenne di Brembate sopra.

“L’ampiezza di una cella telefonica è molto estesa, anche 5 chilometri quadrati – ha spiegato l’esperto – , quindi non si può stabilire con certezza dove si trovi un telefono cellulare”.

“Il cellulare di Bossetti quella sera ha agganciato la cella di Mapello di via Natta, settore 3, mentre quello di Yara ha agganciato la stessa cella ma nel settore 1. Difficile quindi dire con certezza dove si trovassero i due e se fossero insieme”.

Nel pomeriggio è invece atteso in aula il figlio 14enne dell’imputato.
Nicholas Bossetti, con il consenso della madre Marita Comi, è stato convocato dagli avvocati del carpentiere di Mapello per raccontare i comportamenti del padre alla corte d’Assise.

“Vogliamo dimostrare che il nostro assistito è una persona assolutamente normale, un padre affettuoso e quindi non un killer come è stato dipinto”, avevano spiegato gli avvocati di Bossetti, Claudio Salvagni e Paolo Camporini.

Sarà interessante anche capire se la difesa di Bossetti presenterà o meno la richiesta di una nuova perizia sulle tracce di dna trovate su slip e leggins di Yara e che secondo le analisi della procura di Bergamo appartengono proprio all’imputato.

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