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I giovani amministratori: “I Comuni devono collaborare, non fondersi”

Positiva la prima giornata di incontri tra giovani amministratori bergamaschi, di orientamento differente, che hanno discusso del futuro dei Comuni e sulla necessità di rafforzarne i poteri piuttosto che procedere a fusioni.

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I comuni devono collaborare, non fondersi. I mali endemici della pubblica amministrazione non si risolvono eliminando il numero di rappresentanti eletti dal popolo, ma rafforzandone i poteri.

Ne sono convinti i giovani amministratori e consiglieri comunali bergamaschi che hanno organizzato un incontro intercomunale, svoltosi sabato 9 aprile a Mornico al Serio. L’incontro è nato dall’esigenza di ragazzi nemmeno trentenni, eletti a vario titolo nei comuni, tra cui Luca Signorelli (Mornico al Serio), Valentina Medini (Presezzo), Francesco Gatti (Cividate al Piano) e Nicolò Persico (Pedrengo), di orientamento politico differente, di condividere esperienze e fare rete per sostenere il loro impegno amministrativo.

“Ci sentiamo abbandonati – ha detto Luca Signorelli, vice sindaco di Mornico – da uno stato che vuole limitare i nostri poteri e non premia chi amministra bene. Vogliamo a tornare a fare la vera politica amministrativa e non solo i burocrati che sistemano le buche o il taglio delle siepi nei parchi pubblici”.

All’incontro sono intervenuti giovani amministratori provenienti da una trentina di comuni, prevalentemente della Bassa bergamasca. Il lavoro, guidato da Enzo Trivella, si è articolato in una serie di tavoli tematici che hanno esaminato alcuni aspetti essenziali dell’attività comunale: i servizi sociali, il lavoro, la sicurezza e l’ambiente. In ognuno di questi gruppi sono state presentate le iniziative di ogni territorio ed esaminando le best practices delle diverse località.

In un momento difficilissimo per le finanze degli enti locali, sotto la pressione crescente delle richieste dei cittadini, i ragazzi hanno messo sul tavolo molte iniziative che gli amministratori comunali sono riusciti a realizzare. Ad esempio lo sportello lavoro che sta prendendo piede in diversi paesi, e che cerca di mettere in contatto lavoratori e imprese. Si è inoltre parlato dell’importanza delle associazioni presenti nel territorio per seguire le esigenze sociali dei comuni. Inoltre è stata approfondita la nuova articolazione dei servizi alla persona, scaturita dalla riforma sanitaria regionale. È stata apprezzata la centralità riservata ai comuni dalla riforma, anche se non sono ancora chiare le modalità di organizzazione e di finanziamento.

Rispetto alla sicurezza, al di là dell’emergenza che spetta alle forze dell’ordine arginare, i giovani amministratori hanno criticato alcune scelte compiute nel passato dai comuni in merito ad una programmazione urbanistica che a volte ha consentito lo svilupparsi di aree con basso livello di sicurezza.

Nel tavolo di lavoro sull’ambiente è emersa l’importanza delle attività formative sulla raccolta differenziata sin dall’età scolare con giornalini periodici oltre all’importanza di condividere le informazioni sulla gestione della raccolta anche realizzando una app per gli smartphone, nella quale i comuni diano indicazioni univoche ai cittadini sulle modalità per effettuarla.

La politica locale appare oggi l’unica in grado di intercettare le esigenze dei cittadini. “Non capiamo perché – ha aggiunto Signorelli- negli ultimi anni si stia continuando a colpire i comuni, contrabbandando per riforme quelle che in realtà sono dei veri e propri soprusi a danno della sovranità popolare”.

In tal senso i giovani si sono ripromessi di ritrovarsi nuovamente per esaminare le proposte del referendum costituzionale che si terrà in autunno. La volontà di continuare ad incontrarsi per consolidare la rete di rapporti e sviluppare le idee emerse ai tavoli è stato l’impegno assunto da tutti al termine della giornata.

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