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Ritirate oltre 400 siringhe al giorno, il Comune in prima fila contro il disagio

Il Comune di Bergamo è capofila del progetto Network, finanziato con 100mila euro dal Fondo Sociale Europeo. Prevenzione, riparazione e recupero sono i tre obiettivi che caratterizzano il progetto. Quasi 700 persone all'anno si rivolgono all’unità mobile alla stazione e al SerT: 3 su 4 sono italiane tra i 30 e i 49 anni. L'assessore Maria Carolina Marchesi: “Comune capofila di una rete per migliorare l’inclusione”.

Prevenzione, recupero e inclusione. Si basa su questi tre termini il progetto Network che vede il Comune di Bergamo impegnato in prima fila per intervenire a favore di giovani e persone, anche abusatori di sostanze, in situazioni di grave marginalità”. Oltre al cospicuo finanziamento, che andrà a beneficio di politiche di inclusione sociale e di facilitazione nell’accesso ai servizi a favore di persone che vivono situazioni di grande marginalità e tossicodipendenti, sono diversi gli elementi di interesse.

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Il Comune di Bergamo si aggiudica un finanziamento di 100mila euro proveniente, attraverso Regione Lombardia, dal Fondo Sociale Europeo da utilizzare nell’ambito del “Progetto Network”.
La Giunta del Comune di Bergamo, nella giornata di giovedì 14 aprile, ha approvato l’accordo di partenariato che prevede la costituzione di una rete, di cui il Comune di Bergamo è ente capofila, comprendete ATS, l’ASST Papa Giovanni XXIII, l’Opera Bonomelli Nuovo Albergo Popolare, le Cooperative Con-Tatto, di Bessimo, Ruah, la Pugno Aperto, il Patronato San Vincenzo, l’Associazione Diakonia e la Società San Vincenzo de Paoli. Si sviluppano così delle linee guida comuni a tutte gli operatori nell’ambito di servizi a favore della marginalità, consentendo di “dare risposte più efficaci e più complete alle persone agganciate per strada e avrà altresì la possibilità di monitorare l’andamento del fenomeno grazie all’apporto di tutti i soggetti e alla ripresa del lavoro sistematico di raccolta dei dati, aspetto necessario per fronteggiare un fenomeno rilevante”, ha commentato Maria Carolina Marchesi, Assessore alla Coesione Sociale del Comune di Bergamo.

“Il progetto – prosegue Marchesi – si svolge soprattutto in strada, in luoghi sensibili quali il SerT e l’area della stazione con un unità mobile che provvede ad intercettare situazioni di marginalità e di tossicodipendenza, distribuisce materiale di profilassi, provvede a piccole medicazioni e a counseling sanitario, indirizza verso strutture sanitarie adeguate, conseguendo un’importante riduzione della diffusione di malattie infettive, tra le quali anche l’HIV”.

Nel 2014 sono state 681 le persone che si sono rivolte all’unità mobile, di cui 568 maschi e 112 donne, per un totale di 15894 contatti: il 76% di nazionalità italiana. Nel 2015 i dati sono stati in linea con l’anno precedente: 597 le persone che si sono rivolte all’unità mobile al SerT e alla stazione tra gennaio e novembre, 11.492 contatti. Anche in questo caso, il 75% di queste persone sono di nazionalità italiana.

La fascia di età più rappresentata è quella tra i 40 e i 49 anni, ben il 39,15%, seguita da quella compresa tra i 30 e i 39 anni (il 32,55% del totale). La fascia inferiore ai 20 anni è rappresentata dal 1,19% delle persone (molte delle quali ragazze) rivoltesi all’unità mobile, in crescita rispetto allo 0,73% del 2014.

“Dobbiamo sottolineare l’importanza di molti interventi nell’ambito del progetto: – conclude Marchesi – la cooperativa di Bessimo ha ritirato circa 400 siringhe al giorno nel 2014, consentendo di evitare che potessero divenire dei rifiuti abbandonati in città e riducendo così i rischi di eventuali contagi di malattie infettive. Significa che vi sono 2-3 centinaia di persone che a Bergamo hanno problemi di tossicodipendenza e che sono entrate nel circuito dei progetti sviluppati quotidianamente sul territorio. Speriamo che il progetto Network ci consenta di migliorare ulteriormente l’inclusione sociale di queste persone e più in generale di quelle che vivono in condizioni di grave marginalità”.

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