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In aumento l’abuso di alcool tra i giovani, attività di prevenzione per tutto il mese

Aumentano i consumatori occasionali e quelli fuori pasto, soprattutto giovani. Una tipologia di consumo in crescita anche tra le donne.

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Il 14 aprile l’Istituto Superiore di Sanità ha decretato l’Alcohol Prevention Day, una giornata dedicata a promuovere la consapevolezza circa i rischi legati al consumo di alcol. L’iniziativa punta a portare particolare attenzione sul rapporto alcol e fattori o situazioni diverse del ciclo di vita (disabilità, guida, lavoro, gravidanza, assunzione di farmaci, malattie acute o croniche, giovani, dipendenza da sostanze, anziani…).

I Sert dell’ASST Bergamo Ovest, in collaborazione con i Pronto soccorsi aziendali, hanno ideato una campagna di prevenzione da effettuarsi direttamente in Sala d’Attesa (attraverso brochure e poster) e negli ambulatori dove i professionisti, da oggi a fine mese, consegneranno le due brochure (“Conosci l’alcol? Alcol e Guida), sensibilizzando i pazienti con problemi di alcolismo sull’argomento.

Il personale del Pronto Soccorso potrà così indirizzare, dove ce ne fosse la necessità, i pazienti affetti da dipendenza ai SERT locali (di Treviglio, Martinengo e Ponte San Pietro).

Il counseling e la collaborazione tra servizi diversi dell’ASST (Pronto soccorsi e SERT) mette in luce un’integrazione Ospedale -Territorio che, nella nostra Azienda, è già un dato di fatto.

In Italia si evidenzia un quadro di progressivo cambiamento dei comportamenti di consumo di alcol – afferma il dr. Massimo Corti, Resp. del Sert di Treviglio – , con una sempre minor diffusione del tradizionale modello di consumo basato sull’assunzione quotidiana di vino durante i pasti, che tuttavia persiste nella popolazione adulta e anziana, mentre si consolida il consumo occasionale e al di fuori dei pasti. È qui che vogliamo battere, sul consumo anche occasionale ma comunque incontrollato ed eccessivo, sopratutto in situazioni in cui si effettuano attività che richiedono alta attenzione, come guida o attività lavorativa”.

Dati epidemiologici affermano che nel decennio 2003-2013 vi è una diminuzione della quota di consumatori nell’anno, che consumano almeno una bevanda alcolica su base annua – (dal 68,7% del 2003 al 63,9% del 2013) e dei consumatori giornalieri (dal 31% del 2003 al 27% del 2013), ma un aumento dei consumatori occasionali (dal 37,6% del 2003 al 41,2% del 2013), dei consumatori fuori pasto (dal 24,8% del 2003 al 25,8% del 2013). Nel 2013 beve quotidianamente il 34,4% dei maschi ed il 12% delle femmine (11,7%).

Se tuttavia osserviamo il fenomeno per classi di età, risulta evidente che il consumo fuori pasto è soprattutto diffuso tra i giovani (18-24 anni) e i giovani adulti (25-44), che lo adottano spesso nell’ambito di occasioni e contesti legati al divertimento e alla socializzazione.

Tale tipologia di consumo è aumentata tra le donne che sono passate dal 13,8% al 15,8%, tale crescita si rileva in tutte le fasce di età ed è stata superiore rispetto al dato complessivo dei consumi fuori pasto tra i maschi che risulta pressoché stabile (36,6% nel 2003, 36,5% nel 2013).

Il fenomeno del binge drinking continua a meritare attenzione. Nel 2013 (dati ISTAT) i binge drinkers rappresentano complessivamente il 6,3% della popolazione generale, il 10,4% tra i maschi e il 2,5% tra le femmine. Il fenomeno del binge drinking negli ultimi anni (2010-2013) mostra pertanto un’interruzione del trend in crescita che era in atto a partire dal 2003. Tuttavia è importante rilevare che, al contrario, nella fascia di età 18-24 anni maggiormente interessata a questo genere di consumo, il dato del 2013 è leggermente superiore rispetto al 2012 (2013 è il 15,1%, 2012 era il 14,8%), il fenomeno continua ad interessare soprattutto i maschi di 18-24 anni (2013 è il 21,9%, 2012 era 20,1%); una riduzione dei binge drinkers si osserva invece sul totale delle donne e tra i maschi di 45-64 anni.

Tra i giovani studenti di 15-19 anni monitorati dall’indagine ESPAD 2014  hanno dichiarato episodi di ubriacatura nell’ultimo mese il 12% degli studenti (13% maschi e 10,5% femmine).

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