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La Psicoanalisi interprete del presente, uno sguardo coinvolto sul mondo in cui viviamo

Tutto esaurito per il convegno in programma il 16 aprile in via Arena Sabato 16 aprile dalle 9.30 alle 14 si terrà a Bergamo, nella prestigiosa cornice della Sala Locatelli della Fondazione Mia, l’importante Convegno “La Psicoanalisi interprete del presente. Uno sguardo coinvolto sul mondo in cui viviamo”.

Tutto esaurito per il convegno in programma il 16 aprile in via Arena sabato 16 aprile dalle 9.30 alle 14 si terrà a Bergamo, nella prestigiosa cornice della Sala Locatelli della Fondazione Mia, l’importante Convegno “La Psicoanalisi interprete del presente. Uno sguardo coinvolto sul mondo in cui viviamo”, promosso dal Gruppo di Studi Psicoanalitici Nausicaa, con la collaborazione del Comune di Bergamo e il patrocinio di importanti realtà psicoanalitiche nazionali.

Il convegno, che ha registrato rapidamente il tutto esaurito, vede l’intervento di autorevoli esponenti del mondo psicoanalitico e filosofico italiano: Sisto Vecchio (noto psicoanalista di Bergamo, membro ordinario della Società Psicoanalitica Italiana e dell’International Psychoanalytical Association), che avrà la funzione di introdurre e moderare l‘iniziativa; Laura Ambrosiano, Maurizio Balsamo e Antonio Alberto Semi (Membri ordinari con funzioni di training della Società Psicoanalitica Italiana e dell’International Psychoanalytical Association), che porteranno un contributo rispettivamente sui temi: Tensione etica e pensabilità, Il presente della psicoanalisi, Il presente della psicoanalisi del presente; Carlo Sini (Accademico dei Lincei. Già ordinario di filosofia teoretica Università Statale di Milano), che chiuderà la giornata con una relazione, di taglio filosofico, dal titolo Il luogo del soggetto.

Il tema del Convegno è di particolare interesse ed attualità: al centro è la riflessione sulla vita quotidiana (l’oggi, il mondo in cui viviamo, il presente) vista nella prospettiva individuale e collettiva. Ma cosa è il mondo in cui viviamo? Noi definiamo così qualcosa che è l’effetto di complessi processi personali e culturali, di cui siamo spesso inconsapevoli, che sovradeterminano i nostri comportamenti.

Accade così che la nostra visione del mondo, cioè il mondo così come noi ce lo rappresentiamo, tenda a porsi come la realtà, come la verità per tutti, senza che ci rendiamo conto che in realtà si tratta soltanto di una ‘verità narrativa’ mediata dall’insieme dei dispositivi culturali che caratterizzano la nostra civiltà.

“La pratica clinica, nella sue varie declinazioni – evidenzia Sisto Vecchio – si configura come una sorta di sismografo capace di intercettare e dar senso a quei fenomeni di sofferenza individuali e collettivi che caratterizzano la nostra contemporaneità, i guasti di una civilizzazione che, nonostante gli innegabili progressi tecnologici e scientifici, non sa dare risposta, come la cronaca quotidiana testimonia in abbondanza, con una varietà di manifestazioni individuali e collettive che non sembrano risparmiare alcun angolo del mondo”.

I fenomeni descritti dalla cronaca quotidiana, dalla barbarie alla crudeltà, ai fenomeni corruttivi, agli abusi di vario genere, sono certo fenomeni complessi a cui la pratica psicoanalitica da sola non può dare soluzione. Tuttavia essa ci consente di osservare una sorta di matrice antropologica profonda in cui questi fenomeni si radicano, che è caratterizzata, tra l’altro, dalla precarietà e fragilità dei legami, dalla scarsa capacità di empatizzare con l’estraneo, il diverso, da una socialità precaria, privatistica, poco propensa ad una visione che guardi oltre la contingenza.

“Questa attenzione al presente, questa possibilità di offrire letture e interpretazioni del mondo, dei fenomeni societari, del quotidiano della vita delle persone – sottolinea l’assessore all’Istruzione del Comune di Bergamo Loredana Poli – evidenzia affinità e responsabilità tra il lavoro psicoanalitico e i processi dell’educazione, per l’attenzione che essi esprimono, ai temi delle relazioni, delle progettualità, della costruzione di futuro, in un continuo intreccio tra pratica e approfondimento teorico”.

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