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La GdF giovane e rosa a Treviglio: “Noi due uniche donne ma comandiamo”

Il capitano Maria Luisa Ciancia e il tenente Laura Boerner da 8 mesi sono contemporaneamente ai vertici della compagnia trevigliese: si tratta del primo, e probabilmente ancora unico, caso a livello nazionale ma non si sentono parte di un esperimento.

Loro non si sentono né gli occhi addosso da parte del comando centrale né tantomeno parte di un esperimento: fatto sta che da 8 mesi, primo e forse ancora unico caso in Italia, due giovani donne, le uniche su un organico di 42 militari, si trovano a ricoprire contemporaneamente le due cariche più alte all’interno della Guardia di Finanza di Treviglio.

Ai vertici delle Fiamme Gialle trevigliesi, infatti, ci sono il capitano Maria Luisa Ciancia e il tenente Laura Boerner, rispettivamente comandante della Compagnia e comandante della Sezione operativa volante: la prima, 29 anni, di origini tarantine, riveste i gradi di capitano dal 2013 e si è insediata a Treviglio nell’agosto del 2015 dopo aver comandato una Tenenza in Piemonte e un’esperienza nel Nucleo di Polizia Tributaria a Milano; la seconda, 24 anni, di origini ischitane, l’ha preceduta di due mesi arrivando direttamente dall’Accademia ed è la più giovane in assoluto dell’intera Compagnia.

“Avere due donne al comando è una semplice coincidenza – spiega il capitano Ciancia – Può avere particolare risalto perchè si tratta di un reparto territoriale ma la presenza femminile nella Guardia di Finanza è ormai naturale. I colleghi hanno vissuto in modo molto sereno il nostro arrivo e noi, nell’ottica di una prolifica collaborazione, abbiamo sempre fatto in modo di non imporre il grado e non sentirci distaccate perchè donne”.

Motivazioni simili le hanno portate all’interno delle Fiamme Gialle: la voglia di stare al servizio della cittadinanza, in particolar modo, le ha convinte ad intraprendere un percorso che, ammettono, non è stato semplice: “La preparazione che ti dà l’Accademia è completa – spiegano – Si viene formati sotto ogni punto di vista, da quello teorico a quello fisico. Ma non abbiamo mai pensato di lasciare: indossare la divisa è una grande responsabilità, bisogna essere fermamente convinti della propria scelta e comprendere a pieno cosa significa averla addosso. In più noi abbiamo la responsabilità di gestione del personale che contraddistingue gli ufficiali”.

“Per me tutto è nato al Liceo Scientifico – ricorda il capitano Ciancia – Mi piaceva l’idea di indossare una divisa, stare al servizio della comunità: mi sarebbe piaciuto anche fare il medico ma quello delle accademie militari lo consideravo un percorso più completo. Decisivo fu un incontro con alcuni ufficiali a scuola: così a 18 anni sono entrata in Accademia”. 

Accademia che da poco tempo ha lasciato il tenente Boerner, arrivata con grande entusiasmo alla Compagnia della Bassa: “Avevo voglia di mettere in pratica quello che avevo studiato per cinque anni e di spaccare il mondo: cerco sempre il confronto con i più anziani. Per la mia scelta è stata fondamentale anche l’esperienza di mio fratello, entrato prima di me in Accademia”.

Guardia di Finanza Treviglio

Nei loro primi 8 mesi a Treviglio hanno dovuto fare i conti con un territorio molto vasto che comprende 52 Comuni, in cui la criticità maggiore è forse il fenomeno delle cooperative: “Per quanto riguarda l’evasione siamo invece in linea con la media bergamasca – continua il capitano – Anche qui uno scontrino su quattro non viene battuto. Il nostro lavoro prevede soprattutto un’attività ordinaria e controlli fiscali ma attualmente sono in corso alcune indagini molto grosse in collaborazione con la Procura della Repubblica di Bergamo che speriamo porteranno a risultati importanti”.

Un territorio ricco e fertile dal punto di vista imprenditoriale, per questo molto appetibile anche per gli ambienti mafiosi: “Sono fenomeni presenti nella Bassa Bergamasca, particolarmente strategica per la sua posizione tra Brescia e Milano – ammette il capitano Ciancia – Non abbiamo ancora rilevato situazioni particolari ma in caso di accertamento dovremmo allertare immediatamente il GICO di Brescia”.

Un grosso aiuto viene dai cittadini che ogni giorno presentano almeno un esposto al servizio di ricezione recentemente attivato: “La sensibilità da parte loro ci investe di ulteriore responsabilità – spiegano comandante e suo vice – Il loro supporto, tramite segnalazioni private, è fondamentale”.

Il contatto con il territorio passa anche da lì, oltre che dagli appuntamenti istituzionali con amministrazioni e corpi di polizia locale e da un progetto ideato in collaborazione con il Miur che spesso le porta nelle scuole per parlare di legalità, dalle elementari alle superiori: “Ci teniamo particolarmente ad illustrare personalmente i nostri compiti, proponiamo riflessioni su alcuni temi sensibili come droga, contraffazione ed evasione”.

 

L’augurio è quello di avere presto altre colleghe donne, alle quali capitano e tenente consigliano vivamente di iniziare un percorso all’interno della Guardia di Finanza: “Possiamo assicurare che non si vive alcuna disparità: sarebbe scorretto se fosse il contrario. Se si è preparati e competenti lo si è a prescindere dal genere”.

 

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