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Belgio, apre un sito per denunciare il vicino musulmano foto

Lo scopo è raccogliere e catalogare le iniziative dei musulmani, e creare un regime di polizia per studiare come l'islamizzazione evolve nelle città.

L’eurodeputato Gerolf Annemans, leader del partito belga di estrema destra Vlaams Belang, lancia sul web la caccia al musulmano:
“L’invasione degli immigrati ha creato negli ultimi decenni l’afflusso di più di 25 milioni di musulmani in Europa”.
“L’Islam ha intenzione di colonizzarla: le moschee sorgono come funghi, l’arabo è diventato la lingua di insegnamento in molti quartieri delle nostre città, i prodotti e negozi halal si possono trovare in ogni strada, e foulard, hijab, djellabahs e burqa si vedono ovunque”.
E’ ciò che si legge sul sito belga Islamwatch, portale in lingua fiamminga inaugurato dal partito nazionalista di estrema destra Vlaams Belang in risposta agli attentati di Bruxelles.
Nel sito web si chiede espressamente di riportare “tutto ciò che riguarda l’islamizzazione”.
“Se nasce una nuova moschea nel tuo quartiere, se apre un negozio o macelleria halal nella tua strada, se dietro l’angolo costruiscono una piscina halal, se incontrate cassiere velate nella vostra città o insegnanti in hijab nella scuola dei vostri figli, –  tutto questo deve essere denunciato sul sito web”.
Lo scopo è raccogliere e catalogare sull’Islamwatch iniziative di musulmani, creare un regime di polizia per studiare come l’islamizzazione evolve nelle città e rispondere in modo appropriato quando necessario.
Questo sito internet, voluto dal segretario del partito Gerolf Annemans, nasce anche come risposta alle misure prese dal governo in reazione al dilagarsi del terrorismo in Europa.
“Il governo belga cura i sintomi, ma non il morbo: l’Islam” sostiene il Vlaams Belang, partito islamofobo e populista, che già negli anni ’90 aveva affermato la superiorità delle Fiandre sulla Vallonia chiedendo la scissione dal Belgio.
Immediata la reazione dell’ENAR, l’European Network Against Racism, che definisce questo portale web una forma di “incitamento all’odio”, chiedendone la chiusura in via definitiva.
Purtroppo le sanzioni federali non si applicano sui siti dei partiti politici, che possono dunque portare avanti la loro propaganda islamofoba, scrivendo che “solo riducendo l’Islam, fermando l’islamizzazione e bloccando l’immigrazione islamica possiamo arrivare ad una battuta d’arresto del terrorismo islamico in Europa”.
Anti Islam

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