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Rosy Bindi: “Studenti in prima fila per combattere la mafia, qui non spara ma corrompe” video

Ospite dell'Istituto Tecnico Giulio Natta di Bergamo la presidente della Commissione parlamentare antimafia parla agli studenti, investendoli di un importante ruolo nella lotta alle mafie: “Al Nord non spara ma corrompe”.

Parlare di mafia con gli studenti, perchè diventino un presidio di legalità e si pongano in prima fila in una battaglia che non si può vincere facendo affidamento solamente sulle forze dell’ordine: per una settimana Bergamo diventa capitale dell’educazione alla legalità e lo fa coinvolgendo soprattutto i più giovani.

Rosy Bindi

Lunedì 11 aprile, all’auditorium dell’Istituto Tecnico Giulio Natta oltre 250 studenti hanno incontrato Rosy Bindi, presidente della commissione parlamentare antimafia, il prefetto di Bergamo Francesca Ferrandino e il vicepresidente nazionala della Cobat Roberto Rampello per parlare de “Le mafie al Nord”.

Un fenomeno che, ha sottolineato Rosy Bindi, “grazie a Dio anche al Nord nessuno nega più: dove c’è denaro pubblico le mafie sono in grado di infiltrarsi grazie al meccanismo degli appalti e con la capacità di condizionare il voto, soprattutto nelle piccole amministrazioni. Nel settore privato, invece, non c’è realtà che non ha conosciuto contatti con la mafia o addirittura non vi abbia ceduto. Al Nord le mafie non sparano, ma corrompono”.

Importante l’incontro con gli studenti, coloro dai quali può partire la lotta contro la criminalità di stampo mafioso: “E’ fondamentale parlarne perchè, seppur grande e decisivo, il lavoro delle forze di polizia e della magistratura non potrà mai essere sufficiente se alle spalle non c’è un’attività di prevenzione che ogni cittadino deve svolgere. E i giovani in questo senso possono essere davvero in prima fila in questa battaglia di civiltà per il nostro Paese”.

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