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Quarant’anni fa il vino bergamasco “conquistava” la prima Doc

Quarant'anni fa veniva attribuita la prima Denominazione Origine Controllata al vino bergamasco, con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del prestigioso riconoscimento per il Valcalepio Bianco e Rosso.

Quarant’anni fa veniva attribuita la prima Denominazione Origine Controllata al vino bergamasco, con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del prestigioso riconoscimento per il Valcalepio Bianco e Rosso. Lo ricorda Coldiretti Bergamo in occasione del Vinitaly, la più importante vetrina del settore istituita 50 anni fa che ha contribuito sensibilmente al percorso di crescita del vino, uno dei prodotti simbolo dell’economia italiana, con un impatto unico dal punto di vista economico, occupazionale e di immagine.

La prima DOC per il vino italiano è stata attribuita 50 anni fa alla Vernaccia di San Gimignano.

“Dalla prima DOC a oggi – sottolinea Coldiretti Bergamo – il settore vitivinicolo bergamasco ha fatto molta strada e ha raggiunto traguardi significativi, grazie alla crescente attenzione degli operatori alla qualità delle produzioni DOC e IGT. E’ importante che questa attenzione si consolidi ulteriormente perché ci sono nuovi spazi di crescita e che si investa sempre più sulla valorizzazione dei nostri vini, soprattutto sui mercati esteri che a questo riguardo presentano interessanti opportunità. Il nostro vino deve puntare a ricoprire un ruolo di primo piano anche nella varie iniziative legate al turismo enogastronomico che il nostro territorio ha da offrire”.

La provincia di Bergamo è la quinta area vitata della Lombardia con una superficie coltivata a vite di circa 700, ettari di cui 250 coltivati a Valcalepio con una produzione annua di circa 2 milioni di bottiglie.
Le denominazioni d’origine sono 4: la DOCG per il Moscato di Scanzo arrivata nel 2009 (la più piccola a livello nazionale), la prima DOC per il Valcalepio arrivata nel 1976 e  la seconda DOC Terre del Colleoni attribuita nel 2011. L’IGT Bergamasca risale al 1995.

“Per supportare i viticoltori bergamaschi – spiega Coldiretti Bergamo – abbiamo messo a loro disposizione una serie di strumenti altamente qualificati, dal nuovo servizio per l’internazionalizzazione all’assistenza specialistica che spazia dagli adempimenti amministrativi alla valutazione di conformità delle etichette fino all’accompagnamento alle risorse previste per il comparto vitivinicolo dal Piano di Sviluppo Rurale”.

Il grande lavoro realizzato dai viticoltori bergamaschi è testimoniato anche dagli importanti premi conquistati a livello nazionale e internazionale da molti nostri vini e dalla creatività con cui si stanno presentando sul mercato, dallo spumante arricchito da polvere d’oro alimentare a 24 carati all’utilizzo di bottiglie rivestite da veri cristalli Swarovsky fino alle etichette “da comporre” che raccontano antichi mestieri.

Sul territorio provinciale è in aumento anche la viticoltura biologica, con la diffusione di superfici sempre più estese di viti coltivate utilizzando esclusivamente sostanze che si trovano in natura o che l’uomo può ottenere con semplici processi, e l’utilizzo dell’e-commerce per raggiungere nuovi mercati.

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