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Le parole della legalità: libertà e regole per la crescita culturale ed economica

Lunedì 11 aprile alle 14,30 nell'aula Magna dell'Università di Bergamo, Ex chiesa di Sant'Agostino in Città Alta, si svolgerà il convegno "Le parole della legalità. Libertà e regole per la crescita culturale ed economica". Intervengono Antonio Calabrò, giornalista, scrittore, docente universitario e Ivo Lizzola, docente di pedagogia sociale Università di Bergamo.

Lunedì 11 aprile alle 14,30 nell’aula Magna dell’Università di Bergamo, Ex chiesa di Sant’Agostino in Città Alta, si svolgerà il convegno “Le parole della legalità. Libertà e regole per la crescita culturale ed economica”.

Intervengono Antonio Calabrò, giornalista, scrittore, docente universitario e Ivo Lizzola, docente di pedagogia sociale Università di Bergamo. Modera l’incontro Nando Pagnoncelli, amministratore delegato Ipsos Italia.

Partecipano all’incontro Remo Morzenti Pellegrini, Rettore Università di Bergamo; Giorgio Gori, sindaco di Bergamo; Matteo Rossi, presidente della Provincia di Bergamo; Patrizia Graziani, dirigente Ufficio scolastico territoriale di Bergamo e monsignor Giulio Dellavite, segretario generale Curia di Bergamo.

Una settimana dedicata alla lotta all’illegalità, con il coinvolgimento delle Istituzioni locali, delle principali associazioni che lottano contro la mafia, della Diocesi e del mondo della scuola: a partire da domenica 10 fino a sabato 16 aprile 2016 Bergamo diventa capitale dell’educazione alla legalità grazie all’impegno del Centro Studi Paolo Borsellino, dell’Oratorio di Borgo Santa Caterina e della Fondazione Papa Giovanni XXIII, con il sostegno del Comune di Bergamo, della Provincia di Bergamo e dell’Ufficio Scolastico Territoriale di Bergamo.

Una decina di appuntamenti, tra incontri, conferenze, interviste, spettacoli teatrali e testimonianze, in tanti luoghi della città, dall’Oratorio di Borgo Santa Caterina al Carcere di via Gleno, da Sotto il Monte Giovanni XXIII alle scuole superiori Caniana, Mascheroni e Natta fino all’Università degli Studi di Bergamo: un programma articolato, dal titolo “Legalità ci sto dentro”, che vede protagonisti alcuni dei nomi più riconosciuti e riconoscibili dell’educazione alla legalità del nostro Paese.

Su tutti spicca la presenza di Rita Borsellino, sorella del magistrato Paolo Borsellino, ucciso dalla mafia nel 1992 in un attentato in via d’Amelio a Palermo. Rita Borsellino dialogherà in vari appuntamenti con Nando Pagnoncelli, amministratore delegato di Ipsos Italia, don Fausto Resmini, cappellano del carcere di Bergamo, e Marco Roncalli, pronipote di Papa Giovanni XXIII. Gli incontri saranno moderati da diversi noti giornalisti bergamaschi, Andrea Valesini e Franco Cattaneo per L’Eco di Bergamo, Simone Bianco de Il Corriere della Sera di Bergamo e Paolo Berizzi di Repubblica.

A completare il parterre dei relatori saranno l’on. Rosi Bindi, presidente della Commissione Antimafia, che lunedì incontrerà il Prefetto di Bergamo Francesca Ferrandino all’Istituto Natta e l’imprenditoreRoberto Rampello, vicepresidente nazionale della Cobat – Consorzio nazionale Raccolta e Riciclo; Antonio Calabrò, scrittore, giornalista e attualmente vicepresidente di Assolombarda, e Ivo Lizzola, professore dell’Università degli Studi di Bergamo, in un appuntamento aperto a tutta la cittadinanza alle ore 14.30 di lunedì nella splendida cornice dell’Aula Magna di Sant’Agostino, Gigi Bresciani, segretario provinciale di CGIL Bergamo.

“Il percorso è nato dall’incontro tra Rita Borsellino e don Dario Acquaroli, – sottolinea Maria Ines Brignoli, referente bergamasca del Centro Studi Paolo Borsellino – un confronto avuto nel 2015 sul tema della misericordia nell’anno del Giubileo: una misericordia non solo religiosa e di fede, ma anche e soprattutto civile, una testimonianza di cui abbiamo prima traccia nella Costituzione Italiana e che è di fondamentale importanza sottolineare soprattutto coinvolgendo le giovani generazioni.”

Saranno coinvolti infatti, nei vari appuntamenti sparsi nelle mattine della prossima settimana, quasi 2000 studenti delle scuole superiori della nostra città. “Invitiamo la cittadinanza a partecipare – prosegue Brignoli – convintamente agli incontri aperti che si terranno durante tutto l’arco del percorso: è uno degli obiettivi dichiarati della nostra iniziativa quello di diffondere il più possibile il verbo della legalità in una città come Bergamo, che, come dimostrato anche recentemente, risente di infiltrazioni della malavita organizzata.”

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