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L’Atalanta a Torino per mettere il punto esclamativo sulla stagione

Solo una settimana fa credo nessuno, me compreso, avrebbe immaginato che la gara dell’Olimpico di domenica tra Torino ed Atalanta sarebbe stata affrontata dalle due compagini con il medesimo e positivo stato d’animo.

Invece la grande vittoria casalinga della Dea nei confronti del Milan e l’altrettanta stupenda impresa dei granata sul campo dei cugini interisti hanno fatto si che entrambe le squadre siano nelle condizioni di affrontare il match da un lato con la tranquillità di una salvezza ormai virtualmente raggiunta (36 punti entrambe e +8 sulla terz’ultima), dall’altro con la consapevolezza che una nuova vittoria potrebbe proiettare la squadra vincitrice verso una posizione di classifica di prestigio.

Certo è che se prevalesse il secondo aspetto sarebbe auspicabile attendersi una gara vibrante e carica di emozioni. Nel primo caso invece, che io sinceramente temo, ci dovremmo preparare ad assistere ad una partita scialba e monotona, insomma uno 0-0 preannunciato.

I tifosi nerazzurri hanno ancora negli occhi l’ennesima prodezza di Pinigol che davvero non sa segnare gol normali. Pensate che su 11 marcature in maglia nerazzurra quasi la metà (ossia 5) sono state realizzate in rovesciata volante (ora ribattezzata in suo onore chilena): Cagliari, Cesena, Torino, Sassuolo e Milan le squadre colpite. Una media gol assolutamente pazzesca.

Credo di non sbagliarmi nell’affermare che Pinilla è in assoluto il più grande goleador di tutti i tempi in acrobazia, un gesto tecnico che gli viene talmente naturale da farlo sembrare banale, semplice, mentre non lo è affatto. Lui dice di averlo imparato sin da piccolo, allenandosi sul letto di casa e facendolo più di una volta. Lasciamo stare che poi spesso il mago dell’acrobazia litiga con la palla tra i piedi, o fa fatica a stoppare un pallone: un gol come quello di domenica ha però la capacità di dare carica anche ai compagni e di esaltare i tifosi nello spingere la squadra.

Nei 46 incontri disputati in serie A in casa granata, il bilancio è largamente favorevole al Torino: 24 vittorie toriniste, 16 pareggi e solo 6 successi bergamaschi.

Sono complessivamente 131 le reti realizzate da Torino e Atalanta nei 46 scontri diretti: 88 di queste portano la firma di calciatori granata, mentre le rimanenti 43 reti sono di marca nerazzurra.

L’ultima vittoria granata risale a due stagioni fa, esattamente il 26 Gennaio 2014, allorchè un rigore di Cerci permise al Toro di imporsi per 1-0. Nel campionato scorso invece si è verificato l’ultimo pareggio, una gara scialba conclusasi a reti bianche.

L’ultimo successo dell’Atalanta a Torino in A è datato 15 Aprile 2007, con vittoria per 1-2 dei nerazzurri, due reti nei primi 7 minuti di gara (autorete di Comotto e gol di Zampagna), e inutile marcatura del Toro al 71’ con Elvis Abbruscato.

Nel 3-5-2 granata, torna a disposizione capitan Glik, che dovrebbe ritrovare posto in difesa al pari di Maksimovic. Ventura valuterà però la situazione sino all’ultimo, visto che le ottime prestazioni di Jansson e Bovo a San Siro lasciano aperte le porte a possibili sorprese. In mezzo al campo Baselli scalpita per ritrovare posto dal 1′, mentre Acquah è in leggera ripresa dopo l’affaticamento muscolare alla coscia destra. In attacco sembra confermato il tandem Belotti-Maxi Lopez, mattatore contro l’Inter, anche a causa dell’indisponibilità di Immobile (per lui lesione di primo grado del bicipite femorale della coscia destra). La formazione iniziale potrebbe essere la seguente: Padelli, Maksimovic, Glik, Moretti, Bruno Peres, Benassi, Vives, Baselli, Molinaro, Belotti, Maxi Lopez.

Mister Reja a Torino potrebbe confermare il modulo 4-2-3-1 formato dagli stessi giocatori che hanno battuto il Milan. L’unica incognita sembra essere Diamanti, che in settimana si è limitato a terapie e lavoro in palestra per un fastidio alla caviglia. In difesa confermato quindi Stendardo su Toloi, così come in avanti giocherà un euforico Pinilla rilanciato dall’ennesima chilena di domenica. Sperando nel recupero di Alino azzardo l’undici di partenza nerazzurro: Sportiello, Masiello, Stendardo, Paletta, Drame’, Cigarini, De Roon, Kurtic, Diamanti, Gomez, Pinilla.

Diversi sono i giocatori che hanno vestito entrambe le maglie. Attualmente con quella granata ricordiamo i freschi ex Daniele Baselli, due stagioni a Bergamo tra il 2013 e il 2015 con 50 presenze e 2 gol e Davide Zappacosta, che ha indossato per 29 volte la casacca nerazzurra nella scorsa stagione segnando anche 3 reti. Jasmin Kurtic ha invece disputato una parte della scorsa stagione alla corte di Cairo, 16 le sue apparizioni e 2 gol, mentre Davide Bassi si è alternato con Rubinho nella difesa della porta del Toro della stagione 2010/2011 (in serie B, con la Dea promossa in serie A e il Toro finito ottavo), giocando 16 gare. Infine anche mister Reja, tra le sue tante panchine, si è seduto anche su quella torinista nella stagione 1997/1998 in serie B, portando la squadra granata ad un passo dalla promozione.

Arbitrerà la gara il brindisino Marco Di Bello, definito un fischietto dal cartellino facile (ben 67 provvedimenti disciplinari in questa stagione). Tenuto conto che i giocatori della Dea sono invece specialisti nel prendere spesso inutili cartellini, ecco allora il pericolo dietro l’angolo.

Ricordo tra l’altro che Reja ha ben 5 giocatori in diffida (Kurtic, Gomez, Diamanti, Paletta, e Cigarini) e quindi alla prossima ammonizione scatterà l’automatica squalifica.

Nella speranza quindi che le mie previsioni su una gara sonnecchiosa siano sbagliate, evitando quindi una clamorosa pennichella sul divano di casa, cerchiamo di matare anche il Toro.

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