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La schiscetta a scuola: pro e contro a Seriate

“Mamma, domani mi porto il pranzo da casa”: questo il tema dell'incontro promosso a Seriate dal Movimento 5 stelle.

“Mamma, domani mi porto il pranzo da casa”: questo il tema dell’incontro promosso a Seriate dal Movimento 5 stelle.

L’incontro – presieduto dai consiglieri regionali Paola Macchi e Dario Violi, e dal consigliere comunale Alvaro D’Occhio – è stato l’occasione per discutere dell’introduzione del pasto portato da casa come alternativa a quello offerto dai servizi di ristorazione scolastica, in tutte le scuole pubbliche di ordine e grado.

A tale proposito, i 5 Stelle hanno proposto una mozione – approvata in Regione Lombardia a gennaio – che potrebbe rappresentare il primo passo per consentire, a chi lo vuole, di portarsi il pasto da casa.

“L’ASL non può vietare la consumazione del pasto portato da casa, com e dice  un articolo della Costituzione (32) che garantisce il diritto a scelte alimentari autonome, – spiegano i 5 stelle -,  ma deve limitarsi a suggerire linee guida per un menù variegato e corretto, nonché le procedure per la conservazione degli alimenti. L’unico divieto riguarda l’introduzione di alimenti esterni nei locali in cui vengono erogati i pasti del servizio di refezione scolastica che, in questo modo, può tutelare il suo operato”.

I locali della mensa di Seriate sono di proprietà della scuola che, in questo caso, “potrebbe decidere di allestire spazi dedicati a chi usufruisce del pasto offerto dal servizio di refezione scolastica, e spazi per coloro che si portano il pasto da casa”.

In alcune scuole della Regione Lombardia – si pensi ad esempio al Comune di Vergiate, in provincia di Varese – l’alternativa di portarsi il cibo da casa e già presente ed è molto diffusa negli altri paesi europei.

Portare il pasto da casa oltre a rappresentare un’alternativa al servizio di refezione scolastica, garantirebbe, secondo quanto sostenuto dai consigliere Macchi e Violi “una riduzione dello spreco di cibo che, in certi casi, può arrivare anche al 70%; una maggiore tranquillità da parte dei genitori che sanno cosa mangiano i propri figli; un risparmio economico relativo al costo di refezione scolastica; una risoluzione adeguata ai problemi del soddisfacimento di alcune diete particolari, siano esse frutto di tradizioni religiose o alimentari, o causa di allergie e tradizioni. Ma soprattutto una reale e più efficace educazione alimentare che agisce a due livelli, responsabilizzando i genitori e sensibilizzando i figli.”

“Circa il problema delle mense scolastiche e l’aumento delle tariffe per il servizio di ristorazione scolastica – ha commentato il sindaco di Seriate, Cristian Vezzoli, intervenuto all’incontro – chiedete al Ministero dell’Istruzione il mancato rimborso del costo del pasto dei docenti. Il pasto degli insegnanti costa al Comune 46.800 euro, il Ministero ce ne rimborsa solo 10.000. Il pasto portato da casa può forse creare più problemi di quelli che cerca di risolvere. Poi siamo sicuri che i genitori abbiano tutti gli strumenti necessari per educare i propri figli ad una alimentazione sana e corretta, rispetto alle società erogatrici di servizi di refezione scolastica che per svolgere il loro lavoro devono sottostare a stringenti e severi controlli che Asl e Ministero esigono sulla qualità, produzione, confezionamento e conservazione del cibo da servire nelle mense scolastiche?”.

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